Una tappa dolorosa ma necessaria
Pietro Mazzara
Inutile stare a recriminare. La partita del Camp Nou ha messo in mostra quelli che sono i reali valori di Milan e Barcellona con i catalani che hanno messo in mostra la loro veste abituale, quella di dominatori che possono farti gol in qualsiasi momento. Una scoppola che nelle dimensioni, forse, è addirittura esagerata visto che il Milan con Niang e Robinho ha avuto la possibilità di provare a segnare ma il palo e Jordi Alba si sono messi di mezzo. Il calcio è anche questo. I ricordi vanno subito ad un’altra notte terribile del Milan in Europa ovvero il 4-0 del marzo 2010, a Old Trafford, contro il Manchester United. Anche in quel caso era un Milan che arrivò con problemi fisici ma aveva anche giocatori diversi, con esperienza internazionale diversa.
Il mister riguarderà a lungo questa partita e forse recriminerà ancora di più per l’assenza di Pazzini che, probabilmente, sarebbe servito e non poco per allungare la squadra e lottare sui palloni alti. Ma come detto, è inutile recriminare. In una stagione nella quale il Milan, forse, ha corso di più rispetto a quello che si potesse aspettare, questa sconfitta deve servire come punto d’inizio per ricreare quella mentalità europea che si è smarrita e che, a poco a poco, andrà rimodellata. Il progetto deve passare anche da queste tappe dolorose ma, adesso, l’obiettivo diventa uno solo: tramutare la delusione per l’eliminazione in cattiveria agonistica da riversare sul campionato. Perché il secondo posto, ora, deve diventare l’obiettivo primario da non fallire. Per tornare in Champions direttamente e provare nuovamente ad andare avanti.


