Un palo che va dimenticato, per Niang e per il Milan
Matteo Calcagni
Nel calcio pochi centrimetri possono fare la differenza, in positivo o in negativo. Nella nottata catalana, al minuto 38, M'Baye Niang ha avuto sui piedi l'opportunità di girare partita e qualificazione. L'emozione di trovarsi a tu per tu con il portiere avversario, unita ad una considerevole sfortuna, ha giocato un brutto scherzo all'attaccante francese: il pallone, che doveva essere diretto all'angolino basso, si è stampato in pieno sul palo, negando un 1-1 di vitale importanza ai rossoneri. I rimpianti fioccano e i mugugni pure, ma addossare il peso di un'eliminazione ad un classe '94, alla prima da titolare in Europa, in trasferta e contro i marziani, pare quantomeno fuori luogo. Impensabile accollare la totalità delle responsabilità ad un neo diciottenne, tra l'altro artefice del 2-0 a San Siro con una straordinaria giocata.
Oggi resta l'amarezza per un'eliminazione, e per l'occasione non sfruttata, ma il futuro non è affatto nuvoloso: la squadra è giovane, giovanissima, e avrà tutto il tempo per rifarsi e prendersi la rivincita con il Barcellona, possibilmente ad armi pari. Questa rosa ha tutto per poter fiorire, ma bisognerà mantenere la calma, sia negli elogi che nei giudizi. Quando i legni diventeranno meno malevoli col nativo di Meulan-en-Yvelines, ormai un habituè in questa involontaria disciplina, probabilmente ne vedremo delle belle... Servirà soltato aspettare e pazientare, senza lasciarsi andare alla foga illogica, un difetto che spesso contraddistingue il nostro calcio. Adesso c'è da pensare al campionato e ad una Champions da riconquistare, magari proprio con uno o più gol di Niang.


