Il Milan ha il piano per vincere l'egemonia
Matteo Calcagni
Avanzare in Champions e superare il Barcellona, al primo anno del nuovo progetto Milan, sarebbe stata una grandissima soddisfazione. I sogni rossoneri si sono però infranti al Camp Nou, dove i catalani si sono dimostrati troppo in palla. Il 4-0 non deve essere un'umiliazione, ma un punto di partenza verso ciò che verrà: aver tenuto in bilico la qualificazione per oltre 180', contro i più forti del mondo, è già di per sé un ottimo risultato. La squadra è giovanissima e ha tutto per poter tornare al vertice: tra i 14 e i 15 che si alternano nell'undici titolare, troviamo un '90, due '92 e un '94, segno inequivocabile di estrema futuribilità. Se non bastassero i vari Balotelli, De Sciglio, El Shaarawy e Niang, sono già pronti nuovi innesti sulla stessa linea: Cristante ('95), Saponara ('91) e il vicinissimo Jorginho ('91).
Nel giro di pochi mesi la rosa è stata completamente rinnovata, ma la qualità non è venuta meno: questo Milan, per certi versi, gioca anche meglio rispetto alle sue ultime due versioni. Per provare a battere le corazzate europee ci sono tre strade da imboccare: spendere milioni a palate e puntare all'immediatezza (impossibile), affidarsi alla buona sorte (improbabile) o puntare in maniera netta sui giovani talenti. La società rossonera ha scelto questa terza via, l'unica possibile per riemergere anche in Europa. Tra qualche anno, quando l'egemonia spagnola avvertirà un calo fisiologico, il Milan dev'essere pronto ad afferrare il testimone, grazie ad un gruppo che rafforzato e plasmato sulla base di questi ragazzi.


