Un progetto al Max: fra vincere e "convincere"
Emiliano Cuppone
La sconfitta del Camp Nou ha fatto male al morale, ha frustato le ambizioni europee di un Milan che sperava di riuscire nell’impossibile, prima di imbattersi nello tsunami blaugrana e farsi sommergere dai gol di Messi e compagni.
Ad uscirne ridimensionati sono solo i sogni di gloria rossoneri, perché passare il turno contro la squadra più forte al mondo non è da ascrivere alla categoria degli obiettivi stagionali per ovvi motivi, perché il progetto continua, ampliato nel bagaglio d’esperienza.
Il diavolo continua per la sua strada basandosi sugli El Shaarawy ed i Niang, pericolosi anche se non determinanti contro il Barça, sui De Sciglio ed i Balotelli, assenti per motivi diversi al Camp Nou, riparte soprattutto da Massimiliano Allegri.
L’artefice massimo della rinascita rossonera, dopo un inizio di stagione da brividi, è senza dubbio il livornese, capace di ricostruire una squadra vera (anche se non ancora all’altezza della massima competizione europea) dalle macerie del mercato estivo, bravo a trovare nuove soluzioni tattiche, sbagliando qualcosa, ma riuscendo nell’intento, perseverando con la cocciutaggine tipica dei toscani.
Il Conte Max ha ridato un’anima al Milan, ha plasmato la squadra, ha messo insieme i cocci ed ha creato uno splendido collage di giovani ed ottimi giocatori, cercando di scovare i campioni in una rosa che ad inizio stagione quasi nessuno riteneva all’altezza della maglia rossonera.
Adriano Galliani ha sempre ripetuto che il nuovo corso del diavolo sarebbe stato fondato su Allegri, l’uomo giusto, quello con il phisique du role, capace di insegnare calcio e con il carattere per ricreare una squadra competitiva seppur con i tempi tecnici necessari. La verità, però, è che il contratto del livornese andrà in scadenza fra un anno, che, nonostante lo splendido lavoro svolto sin’ora, irrimediabilmente la sua conferma dipende dai risultati, quelli cui è vincolato ogni tecnico, specie nel nostro campionato, soprattutto se allena una grande.
La qualificazione alla Champions del prossimo anno sembra requisito minimo per la riconferma sulla panchina, anche perché l’amore con il presidente vive di alti e bassi, critiche, più o meno serie, e promesse di rinnovo.
Allo stesso tempo, però, anche con un diavolo nelle prime tre posizioni sotto la bandiera a scacchi della Serie A, non è detto che Max l’acciuga debba restare in rossonero. Già, perché ad obiettivo acquisito, con un mezzo miracolo realizzato vista la partenza (preventivabile in virtù della rivoluzione estiva), nulla vieta che il mister decida di trovare fortuna altrove.
Napoli e Roma sembrerebbero pronte a tutto per averlo sulla propria panchina. Secondo i bene informati Allegri non disdegnerebbe un’avventura in un’altra piazza importante, dove andrebbe a sedere con l’onore che gli spetta e la ferma volontà di accontentarlo in tutto e per tutto. Allo stesso tempo, però, al Milan c’è la sua creatura, c’è la sfida di ricreare una grande squadra sulle macerie dello scorso anno, c’è la possibilità di compiere il proprio capolavoro e magari vincere qualcosa con una rosa fatta da “sbarbatelli” ed aspiranti campioni.
Attendiamo la fine della stagione, fiduciosi che il condottiero Max ci sappia portare sino alla conquista dell’obiettivo stagionale, requisito minimo per sedersi ad un tavolo e convincere il toscano a continuare per la sua strada, quella tinta di rossonero e che si spera conduca nuovamente alla gloria.


