È l'istinto della squadra che mina gli equilibri: Balotelli viene cercato di più rispetto a El Shaarawy. Ma il secondo posto è nelle loro mani...
Gaia Brunelli
C'è dice che El Shaarawy giochi meglio con Pazzini piuttosto che con Balotelli. Può essere, infatti, che il rendimento del Faraone sia migliore quando la prima punta non è Supermario. Ma il motivo non sono gli spazi per gli inserimenti. Il motivo sta tutto nel fatto che psicologicamente la squadra ha più propensione a servire Balotelli per cercare di andare a fare gol piuttosto che El Shaarawy. È una questione di istinto. Sono scelte che non si possono insegnare. Negli anni scorsi si diceva che il Milan fosse Ibra-dipendente perché il pallone passava sempre dai suoi piedi. Ovvio, chiunque di noi in una situazione di difficoltà o semplicemente in una gara che non si sblocca, passerebbe il pallone a Ibrahimovic per sperare in una sua giocata. Così accade anche ora che a guidare l'attacco c'è Supermario. E prima che Balotelli arrivasse al Milan, invece, tutte le responsabilità erano su El Shaarawy che giocava decisamente più palloni. Quando la squadra si trovava in difficoltà cercava il Faraone nella speranza di risolvere il problema. Era lui il punto di riferimento, subito dopo arrivava Pazzini.
Ora, con Balotelli, è tutto diverso. Questo non significa creare un caso, anzi. Vuol dire solo che con le doti e le qualità che hanno Supermario ed El Shaarawy questo Milan può arrivare in alto. Avere due opzioni è sempre meglio, anche se per il Faraone significa giocare meno palloni. Per quanto riguarda invece la gara vinta contro il Palermo, si può dire tranquillamente che la prestazione non è stata eccelsa. Tutt'altro. Ma sono stati tre punti fondamentali per la rincorsa al secondo posto. È vero che il risultato nel calcio è tutto, ma è anche vero che questo Milan può e deve dimostrare di più dal punto di vista del gioco. Il centrocampo fatica ancora troppo con Muntari e Flamini che spesso sbagliano passaggi semplici. Quando Montolivo rimane un po' sottotono, viene a mancare totalmente la qualità della manovra. Con l'uscita dalla Champions ora i rossoneri avranno più tempo per preparare al meglio le partite, anche perché le prossime saranno assolutamente decisive per il secondo posto. Ora è inutile nascondersi: evitare i preliminari di Champions League è stata fino a un po' di tempo fa pura follia di pensiero, ma ora è una realtà che il Milan non deve farsi sfuggire.


