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L'Head of Football non è il direttore sportivo: ecco perché e cosa cambia

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
Oggi alle 14:00Primo Piano
autore Pietro Mazzara
19.10.2026 14:00Primo Piano

Se Markus Krosche sarà, effettivamente, scelto come nuovo Head of Football del Milan, a livello prettamente burocratico non potrà essere iscritto nell’organigramma come l’occupante della casella di Direttore Sportivo, che in Italia richiede un’abilitazione obbligatoria presso il corso specifico organizzato dal Settore Tecnico della FIGC e che si svolge a Coverciano. Il dirigente tedesco, che da ieri ha lasciato l’Eintracht Francoforte, ha esercitato la carica di direttore sportivo, ma con al suo fianco Timmo Hardung, che invece è abilitato, tramite il diploma previsto dalla Federazione tedesca. Ma andiamo con ordine.

COME FUNZIONA IN GERMANIA
La federazione tedesca, la DFB, nei suoi documenti ufficiali non indica come obbligatoria la qualifica di direttore sportivo per poter esercitare quel ruolo. Prevede un percorso specifico per chi voglia avere un percorso formativo ulteriore, che Krosche non ha effettuato. Dunque, il fatto che lui abbia operato come ds al Padernborn, al Lipsia e all’Eintracht Francoforte, è da considerarsi pienamente legale all’interno delle regole teutoniche.

I CASI BOBAN, MALDINI E MONCADA
Il Milan, nel corso degli ultimi anni, ha già avuto due dirigenti sprovvisti dell’abilitazione formale da direttore sportivo ovvero Zvonimir Boban e Paolo Maldini. I due erano stati inquadrati, nell’allora organigramma, come Chief of Football (Zvone) e direttore dell’area tecnica (Maldini) mentre, a livello formale ma anche operativo, il ruolo di direttore sportivo era stato ricoperto da Leonardo prima e da Ricky Massara poi. Dopo i loro addii, il Milan riorganizzò l’area sportiva con Geoffrey Moncada nel ruolo di direttore tecnico (ha conseguito successivamente l’abilitazione da direttore sportivo a Coverciano) e con Antonio D’Ottavio – già in possesso del patentino – come direttore sportivo.

COSA COMPORTA NELL’OPERATIVITA’?
Tecnicamente l’assenza dell’abilitazione formale da direttore sportivo è un elemento che non andrà a incidere sull’operatività del futuro Head of Football. Chi verrà nominato in quella casella, in base alle specifiche contrattuali sui suoi ambiti operativi, potrà condurre trattative in nome e per conto del club e, laddove previsto, potrà avere anche potere di firma che, al Milan, è nella piena disponibilità di Massimo Calvelli in quanto amministratore delegato.

per Milannews.it

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