Milan e Santon: tra poker e concorrenza
Matteo Calcagni
L'apertura di Davide Santon al Milan non è passata inosservata, anche in relazione a quanto accaduto nel mercato di gennaio. Quando Abate sembrava prossimo allo Zenit, la dirigenza rossonera si era interessata proprio all'ex nerazzurro, da due stagioni in forza al Newcastle. La fede rossonera potrebbe favorire incredibilmente la trattativa, ma la situazione è meno limpida del previsto: Santon ricalca alla perfezione il nuovo modello "verde" della società, ma il suo eventuale approdo dipenderebbe da alcuni fattori non tralasciabili. Prima di tutto il costo del cartellino: gli inglesi difficilmente scenderanno sotto quota 10 milioni, come già fatto intendere le scorse settimane.
Su questo punto si potrebbe lavorare e limare la distanza, ma resterebbe comunque un investimento importante, in un ruolo attualmente più che coperto. E qui sorge la seconda complicazione: Allegri può contare su un pacchetto di terzini decisamente affidabile, come ampiamente dimostrato in questa stagione. Con Santon si costituirebbe uno straordinario poker di esterni, ma lo spazio per i vari Constant e Abate andrebbe a chiudersi sensibilmente, con quest'ultimo che potrebbe anche decidere di cambiare aria.


