El Shaarawy aspetta il suo momento, per l'Italia e per il Milan
Matteo Calcagni
Le due esclusioni nelle prime due partite di Confederations, unite alle tante voci di mercato, non hanno certamente mitigato la tempesta mediatica nei confronti di Stephan El Shaarawy. Cesare Prandelli ha deciso di rinunciare all'attaccante rossonero contro Messico e Giappone, preferendo rinforzare la mediana ed accantonando momentaneamente le tre punte. Nella sfida di domani, tuttavia, il ventenne savonese potrebbe anche tornare utile, soprattutto se consideriamo il sistema di gioco dei brasiliani. La Nazionale di Scolari si esprime con grande intensità sulle corsie laterali, grazie alla spinta di due treni come Dani Alves e Marcelo, bravi a coadiuvare lo stellare binomio Hulk-Neymar.
Riproporre il tridente contro il Brasile, con El Shaarawy posizionato a sinistra, garantirebbe probabilmente una miglior fase di copertura, costringendo quantomeno gli esterni verdeoro a discese meno frequenti. Una buona prestazione aiuterebbe il ragazzo anche a livello psicologico, magari facendo accantonare al Milan le ultime tentazioni di cessione: difficile parlare di incedibili nel calcio attuale, ma per Stephan si dovrebbe fare più di un'eccezione. Giusto che la dirigenza rossonera prema per rinforzare la rosa, ma rinforzare cedendo El Shaarawy appare già di per sé un ossimoro.


