Salamon in orbita blucerchiata, ma prima il Milan dovrebbe provarlo
Matteo Calcagni
Nei discorsi tra Milan e Sampdoria, incentrati principalmente sul trasferimento di Andrea Poli, potrebbe rientrare anche Bartosz Salamon, giocatore fortemente voluto a gennaio ma finora mai sceso in campo. A Genova il difensore polacco avrebbe più opportunità di scendere in campo e mettersi in mostra, anche se non ha mai nascosto di volersi giocare le sue chances in rossonero. In tutto questo, analizzando quella che è l'attuale retroguardia del Milan, viene spontanea una riflessione: ad oggi, con la partenza di Yepes, Massimiliano Allegri può contare su cinque centrali più il giovanissimo Jherson Vergara, promettentissimo ma comunque da aspettare.
Va anche ricordato che il diciannovenne colombiano si aggregherà alla compagine milanista solo a fine luglio, tenendo conto delle vacanze a lui riservate al termine del Mondiale Under 20 in Turchia. Cedendo Salamon, che sia in prestito o comproprietà, significherebbe partire dal raduno di Milanello con soli quattro difensori centrali: Bonera, Mexes, Zaccardo e Zapata. Sarebbe quindi più opportuno attendere qualche settimana, magari testando Bartosz nelle prime amichevoli, e successivamente decidere il da farsi: se il nativo di Poznan dovesse effettivamente dimostrarsi pronto, il Milan guadagnerebbe un rinforzo importante per il settore difensivo, le cui gerarchie sono ancora in fase di costruzione.


