Ljajic sempre più vicino al Milan, è lui il sostituto di Robinho
Marilena Albergo
Grandi titoli stavolta non ce ne sono stati. Il presidente Silvio Berlusconi ha mostrato la sua vicinanza alla squadra, ha conosciuto i nuovi giocatori Poli, Saponara, Cristante e Petagna, ma non si è regalato alla stampa, se non attraverso una breve apparizione su Milan Channel. Davvero un peccato. Le domande sono rimaste in canna: un po’ sul mercato, un po’ sulla nuova stagione, ovviamente molte su Allegri e i diktat tattici. La certezza, però, è che in questi tempi incerti, in cui è più facile cedere alle lusinghe di qualche arabo o mecenate russo, Berlusconi non stia affatto pensando a vendere il club. E’ questo il vero titolone. “Non c'è questa possibilità. Per me e per la mia famiglia, milanesi da sempre, il Milan è un fatto di cuore. Se dovessi arrivare a vendere delle società, l'ultima che venderei sarebbe il Milan". Parole rassicuranti più di un colpo di mercato. Che – per altro – arriverà. Sarà Adem Ljajic. L’affare è possibile e pure Galliani, solitamente molto cauto si è sbilanciato parlando di ‘chiacchiere’ e primi contatti. L’ipotesi di un Montolivo bis spaventa parecchio la Fiorentina, disposta a cedere il suo campioncino per una cifra sui 15 milioni.
Il Milan ne mette sul piatto molti meno. Lo valuta 10, avendo il contratto in scadenza nel 2014, e ne offre 8, gli stessi che guadagnerà dalla cessione ormai certa di Robinho al Santos. Con l’unica differenza che il brasiliano lascerà uno stipendio da 4 mln netti e il serbo andrà percepirne molti meno. D’altra parte ora ne guadagna solo 700mila all’anno. Per il Milan sarà come respirare a pieni polmoni. Anche l’eventuale ingaggio di Honda (“Speriamo arrivi a gennaio”, ha detto Galliani su suggerimento dell’avvocato Cantamessa) non peserebbe più di tanto. Una cronista giapponese ha infatti ricordato come il calciatore del CSKA potrebbe portare in dote 10 mln di euro tra merchandising, sponsor e tournee. Galliani sorride, così come pure Allegri, pronto a una nuova stagione da giocare all’attacco. Non avrà salvagente: il suo Milan dovrà essere vincente e spregiudicato, avrà l’obbligo di giocare bene e affascinare. Non facile. Per questa mission ha scelto un modulo con 4 difensori, 3 centrocampisti e…poi chi sa. La tentazione di tornare all’albero di Natale è forte. Balotelli come punta unica, e dietro gente come Ljajic, El Shaarawy, Saponara, Niang e Honda a darsi il cambio. Niente male.


