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Parola d'ordine: "reagire"!

autore
Davide Bin
per Milannews.it
domenica 27 settembre 2009, 01:30Vista dalla Curva
autore Davide Bin
27.09.2009 01:30Vista dalla Curva
Dopo la brutta sconfitta di Udine arriva subito l'occasione del riscatto nella partita interna contro il Bari, posticipo serale della sesta giornata: tecnico, giocatori e anche tifosi devono dare il massimo per conquistare la vittoria.
Giacomo Morini
Giacomo Morini

Milan-Bari è la partita che chiude il programma della sesta giornata di serie A; un posticipo che, purtroppo, è uno scontro diretto fra squadre di media classifica, perchè le cifre dicono che per il momento la realtà del Milan è questa; per fortuna il campionato è solo agli inizi è c'è tutto il tempo per risalire, ma per farlo ci vuole la squadra vista a Marsiglia o contro il Bologna e non certo la copia sbiadita vista a Livorno e Udine. Come si può notare la formazione guidata da Leonardo ha un andamento un po' altalenante, sia come prestazioni che come risultati e ciò è tipico della squadre che non hanno ancora una precisa identità. Il "peccato originale" è, ovviamente, l'immobilità della società nel mercato estivo, che non ha consentito di dare all'allenatore i giocatori che aveva espressamente richiesto; per questo, dal giorno del raduno, Leonardo sta cercando il giusto assetto per la squadra e a volte esagera con i cambiamenti e gli esperimenti, come nel caso di mercoledì, quando ha preferito tornare all'antico e schierare Oddo come terzino destro, invece di dare ancora fiducia ad Abate anche in una sfida più delicata e contro un attacco più forte rispetto a quello del Bologna. Purtroppo la sconfitta di Udine ha fatto svanire i benèfici effetti della doppia vittoria in Champions e campionato dei giorni precedenti e ora sono tornati dubbi, perplessità e incertezze sul futuro di una squadra che sembra essere poco competitiva ad alti livelli. Nessuno, però, vuole rassegnarsi ad una stagione mediocre: Leonardo vuole dare un'anima alla squadra, i giocatori vogliono dimostrare di non essere logori, finiti o imbrocchiti e i tifosi vogliono continuare a credere che sia possibile togliersi qualche soddisfazione anche in una stagione iniziata senza tante speranze e che, purtroppo, sta confermando ciò che di negativo si pensava in estate. Bisogna assolutamente cercare di reagire ad una sconfitta che ha immediatamente raffreddato il flebile entusiasmo che stava tornando dopo aver visto la squadra vincere su un campo ostico come quello di Marsiglia e confermarsi in una sfida casalinga tutt'altro che facile contro una squadra chiusa e arcigna come il Bologna, partita vinta gettando il cuore oltre l'ostacolo più che giocando bene. Il compito di Leonardo è ora quello di scegliere una squadra che resti più o meno immutata per qualche tempo e insistere su di essa per cercare continuità di rendimento e risultati, cosa impossibile se si continuano a variare uomini e schemi: bisogna decidere cosa fare di Ronaldinho, cioè escluderlo definitivamente dal "progetto" o rilanciarlo alla grande; bisogna dare fiducia a Pato nonostante il periodo difficile e magari anche a Huntelaar, che deve essere messo in condizione di potersi inserire con calma e serenità nella squadra senza sentirsi costantemente sulle spalle quella sorta di "spada di Damocle" che è la sostituzione quando viene schierato titolare o l'esclusione dalla sfida successiva se non gioca in modo soddisfacente; bisogna puntare sui giovani come Abate, perchè se proprio questa stagione non deve regalarci tante soddisfazioni, allora è meglio cominciare a programmare il futuro e costruire una squadra che possa durare nel tempo e non affidarsi sempre ai soliti Oddo, Zambrotta, Jankulovski, che una volta si potevano definire "usato sicuro", ma attualmente quell'aggettivo suona un po' stonato, viste le ultime prestazioni dei giocatori citati.

Il compito dei giocatori è quello di metterci il massimo impegno, dare tutto quello che possono in campo al punto da uscire stremati dal terreno di gioco, con la consapevolezza di non essersi risparmiati e la coscienza a posto; nessuno ha mai preteso la vittoria a tutti i costi, ma l'impegno sì, perchè solo così si onora la maglia che si indossa e si rispettano i tifosi. A proposito di tifosi, anche il popolo rossonero ha il suo compito da svolgere, che è quello di rimanere vicino alla squadra per sostenerla e incoraggiarla, perchè i veri tifosi si vedono nel momento del bisogno e mai come in questa stagione i giocatori hanno bisogno dei loro tifosi, per uscire da un momento difficile anche dal punto di vista psicologico. I tifosi del Milan sono sempre stati ammirati per il loro attaccamento alla squadra nei momenti difficili, anche più di questo; per chi ha seguito la squadra in serie B o negli anni dei problemi societari che hanno portato sull'orlo del fallimento (scongiurato dall'arrivo di Berlusconi che ha salvato il Milan e gli ha regalato un ventennio abbondante di trionfi, non dimentichiamolo mai in questi momenti in cui qualcuno lo vede come l'orco cattivo che sta distruggendo i sogni dei milanisti trasformandoli in incubi) questo che stiamo vivendo non è certo un momento drammatico come viene dipinto da chi, invece, è stato abituato a vincere sempre e comunque e che considera scontato continuare a farlo in eterno. Lo stadio semivuoto visto domenica scorsa nella partita contro il Bologna metteva tristezza ancor più della squadra vista in campo a Udine o a Livorno, perchè dimostra che molti stanno abbandonando la barca che affonda, mentre sarebbe più giusto e onesto rimanere accanto a questi giocatori, molti dei quali ci hanno regalato tante soddisfazioni in questi anni. So benissimo che molti tifosi vogliono colpire la società per l'inganno nella vicenda Kakà e per questo hanno preferito o preferiscono disertare lo stadio, ma la squadra non ha colpe in questo senso e sarebbe più giusto continuare e restarle accanto in ogni partita, perchè solo così si può aiutarla ad uscire dal momento delicato. Tutto l'ambiente rossonero deve reagire al più presto, a cominciare dalla partita contro il Bari, delicata ed insidiosa per il valore dell'avversario e per il particolare momento che sta vivendo il Milan: pretendere uno stadio pieno è pura utopia, immaginare spettacolo, bel gioco e una larga vittoria forse lo è altrettanto, ma bisogna cercare di remare tutti nella stessa direzione e rimanere uniti per superare insieme ostacoli e difficoltà; lo abbiamo sempre fatto in questi anni, continuiamo a farlo anche ora; la parola d'ordine è "reagire" per non precipitare nell'abisso della mediocrità, perchè c'è ancora tempo e modo per costruire qualcosa di positivo, anche se il "materiale" a disposizione di Leonardo non sembra essere di prima scelta.

per Milannews.it

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