Milan nuovo, ossatura vecchia
Stefano Maraviglia
La stagione 2009/2010 sembrava dovesse essere quella del grande rinnovo. Gli addii di Kakà, Maldini e Ancelotti sembravano gridare: "Il Diavolo apriva un ciclo tutto nuovo targato Leonardo". I buoni propositi di inizio stagione, si sono spenti con il passare delle giornate. Il mister brasiliano, partito con l’idea di un 4-2-1-3 innovativo, è stato costretto a riallestire il vecchio albero di Natale ancelottiano, soprattutto per mancanza di innesti (richiesti e mai arrivati), sulle corsie laterali. Quello che doveva essere il "new-Milan", si affida ancora al trio Pirlo-Gattuso-Seedorf, lo stesso che guidò la truppa rossonera alla scalata verso la Champions 2002/2003. Sfogliando gli almanacchi del calcio, si nota che il Milan di Manchester (vittorioso nella finale contro la Juventus), aveva in campo i tre sopraccitati più Rui Costa, attualmente dirigente del Benfica. Praticamente i rossoneri, hanno apportato nessun cambiamento da 7 anni a questa parte.
Un dato inconfutabile e per certi versi imbarazzante se paragonato alle avversarie Inter e Juventus. I nerazzurri, rispetto a quella stagione, hanno infatti in squadra solo 3 reduci, Cordoba, Materazzi, e Zanetti, di cui due stabili panchinari. Simile la situazione della Juventus, che ad eccezione di Del Piero e Camoranesi, ha cambiato completamente volto. A quando il vero e proprio restyling?


