Abbiati, croce e delizia: 300 in A per il leader silenzioso che ha sedotto Galliani
Salvatore Trovato
Serata speciale per Christian Abbiati, che questa sera, nel match contro il Napoli, toccherà quota 300 in Serie A. un traguardo importante per l’estremo difensore di Abbiategrasso, uno degli ultimi rappresentanti della vecchia guardia rossonera. Il leader silenzioso, l’uomo spogliatoio che - scrive la Gazzetta dello Sport in edicola stamane - non ha mai amato le interviste e i riflettori. Un punto di riferimento per questo giovane Milan, in grado di sopravvivere al cambio generazionale intrapreso dal club di via Turati. Abbiati, non a caso, sul finire della scorsa stagione, è stato l’unico, fra i senatori in scadenza, ad avere pubblica garanzia di rinnovo da parte di Adriano Galliani ("Con me Christian non ha nemmeno bisogno di venire a parlare in sede", scherza spesso l’Ad), che lo ha sempre stimato, ricordando quasi con gli occhi lucidi le paratone su Bucchi in campionato, a Perugia nel 1999 (una prodezza che permise agli uomini di Zaccheroni di mettere le mani sul 16° Scudetto), e quella su Kallon nel derby di ritorno Champions del 2003.
Ma ce ne sono altre, tante altre nella sua carriera (ad esempio, quella su Diamanti a Brescia nella stagione dell’ultimo tricolore), iniziata il 17 gennaio 1999 a San Siro, contro il Perugia. Così come gli errori, ovviamente preventivabili nella vita calcistica di un portiere, sempre esposto alle figuracce. Anche in questa stagione, Abbiati è stato croce e delizia: a Eindhoven ha sbagliato, regalando il gol del pari al Psv, ma si è subito riscattato al ritorno, salvando il risultato su Wijnaldum. Ma il suo pregio maggiore - sottolinea la rosea - è che sa farsi scivolare addosso qualsiasi tipo di situazione, l’errore più marchiano come la parata più fenomenale, con quella faccia e quell’espressione sempre uguale, che in fondo, nel bene e nel male, rassicura tutti.


