Il paradosso rossonero: la difesa del Milan va meglio in Europa che in Italia
Enrico Ferrazzi
L’inizio di campionato del Milan non è stato certo dei migliori: in quattro giornate, infatti, i rossoneri hanno subito già due sconfitte (contro Verona e Napoli) e hanno raccolto solo quattro punti, uno in più dello scorso anno. Il dato forse più preoccupante per la squadra di Allegri è quello che riguarda le reti incassate, che fino a questo momento sono ben sette in quattro partite. Un numero sicuramente troppo elevato, soprattutto se si tiene conto che sono state affrontate squadre, a parte il Napoli, inferiori sulla carta ai rossoneri. Questo dato negativo non lo ritroviamo invece in Europa: nelle tre sfide disputate finora in Champions League contro PSV (Playoff) e Celtic, il Milan ha infatti subito solo una rete, cioè quella di Matavz ad Eindhoven. Come si può spiegare questo andamento così differente? Allegri e il suo staff dovranno capire presto i motivi e correre ai ripari il prima possibile, anche perché non sempre si possono compiere dei miracoli, come la clamorosa rimonta dello scorso campionato.
Una ragione potrebbe essere che in Europa i rossoneri entrano in campo con maggiore attenzione e concentrazione: anche nelle situazioni di palla inattive, per esempio, nei match di Champions, la squadra milanista non ha mai corso grandi rischi, neanche contro squadre molto fisiche e brave nel gioco aereo come il Celtic. Il primo gol subito domenica è stato invece frutto di una disattenzione collettiva, visto che sono stati lasciati soli in aerea di rigore Albiol, Britos e anche Hamsik. Mister Allegri dovrà quindi trovare in fretta una spiegazione e soprattutto una soluzione ai problemi della fase difensiva rossonera perché senza una retroguardia sicura si rischia di non andare da nessuna parte.


