Senza Balotelli, l'attacco non c'è. E la difesa fa meglio in avanti
Matteo Bursi
Alla fine era un po' spaesato. Alessandro Matri nella trasferta di Bologna, sognava di ricalcare le orme di Giampaolo Pazzini, che esattamente un anno fa si sbloccò al Dall'Ara con una magnifica tripletta. L'ex attaccante della Juventus però ieri sera ha vissuto un mezzo incubo. Prestazioni lacunosa, errori nei momenti decisivi. Invece di lanciare il Milan verso la vittoria, Matri ha steccato. Ancora alla ricerca del primo gol in rossonero, la punta voluta da Allegri è alla ricerca d'identità. Ma è l'attacco rossonero nel suo insieme a regalare grossi punti interrogativi, in assenza di Balotelli. Con El Shaarawy e Pazzini fermi ai box per infortunio, il reparto offensivo rossonero latita. Le accelerate di Robinho nel finale hanno raddrizzato una gara già storta, ma i numeri dell'attacco milanista non possono bastare. Senza Balotelli, l'unico attaccante ad aver segnato sinora è Binho, con due centri (compreso il momentaneo 2-3 di ieri). Ancora a secco Matri e Niang, oltre agli infortunati El Shaarawy e Kakà.
L'ironico paradosso è che, tolto Balotelli, la difesa rossonera segna esattamente quanto l'attacco. Il gol del 3-3 a Bologna di Abate si aggiunge alla rete di Mexes (due gol dei difensori, contro i due di Robinho), e in Champions addirittura difesa batte attacco, con Zapata ha sbloccato la sfida contro il Celtic. Attacco ancora a secco.
In assenza di Mario Balotelli, il Milan chiama al riscatto Alessandro Matri, simbolo di un intero reparto in cerca di sé stesso.


