Matri sarà certamente utile, ma le vere necessità erano altrove
Matteo Calcagni
Al suo acquisto le perplessità non erano certamente circoscritte, non tanto per una questione qualitativa e di caratteristiche, ma per le più impellenti necessità della rosa. Alessandro Matri è stato l'acquisto principale dell'estate rossonera, arrivato a seguito della cessione di Kevin-Prince Boateng allo Schalke 04: l'ex bianconero è arrivato per sostituire l'infortunato Pazzini, in un reparto che comunque comprendeva un numero importante di attaccanti (compreso l'attuale blucerchiato Andrea Petagna). Nessuno ha mai messo in dubbio le doti di Matri, e i gol sbagliati a Bologna non influiscono più di tanto sui giudizi, ma è innegabile che la vera urgenza fosse altrove. L'attacco ha funzionato abbastanza bene nonostante l'assenza in serie di Pazzini, El Shaarawy e Balotelli, mentre il centrocampo e la difesa hanno mostrato gravi lacune ad ogni partita.
L'infortunio di Montolivo ha tolto tanto fosforo alla mediana, smascherando immediatamente i guai di un reparto corto e povero di qualità. La retroguardia, ancor più che il pacchetto intermedio, ha mostrato pecche inspiegabili, sia nella fase difensiva che nei singoli: al Dall'Ara le reti subite sono arrivate per disattenzioni clamorose, così come accaduto contro il Napoli. Matri sarà certamente utile nel prosieguo della sua avventura in rossonero, ma ad oggi le reali necessità erano altre.


