Le gambe ci sono ma la testa no
Emiliano Cuppone
Inizio di stagione shock quello del diavolo, un punto in meno della scorsa stagione, tanti gol incassati, prestazioni quantomeno altalenanti e tanti, troppi errori nelle prime cinque giornate di campionato. Ad un primo sguardo qualcuno potrebbe ricondurre il tutto alle solite partenze false di Massimiliano Allegri, ma oggi la situazione risulta decisamente differente.
Vero che il livornese è sempre partito piano in campionato, con il solito settembre nero che ha posto l’attenzione sulla preparazione atletica estiva, ma proprio questa è mutata quest’anno in vista dell’appuntamento d’agosto con i playoff di Champions.
Il Milan di oggi sembra tutt’altro che fuori condizione, anzi è proprio la brillantezza atletica di questo periodo che sta tenendo a galla i rossoneri. I tanti gol segnati nei finali di partita, i forcing offensivi, la capacità di mettere all’angolino squadra anche blasonate come il Napoli e di creare tante occasioni negli ultimi minuti, sono indici inconfutabili di una situazione atletica tutt’altro che preoccupante (come peraltro confermato da Ignazio Abate nel postpartita di Bologna).
A mancare, invece, è l’attenzione, l’abnegazione tattica, la cattiveria agonistica di un Milan che si concede troppi errori frutto di disattenzioni, di sviste dei singoli o di dormite generali. Eccezion fatta per alcune eccezioni (pensiamo a Poli, De Jong e Balotelli), l’intera squadra di Allegri sembra entrare in campo deconcentrata, quasi svogliata.
La cosa è ben più preoccupante degli scorsi anni, perché ai limiti fisici si pone rimedio con l’allenamento, mentre ad un atteggiamento del genere sembra più difficile rimediare. La sensazione è che la squadra soffra l’assenza dei veri e propri leader, quelli che in campo dovrebbero spronare i compagni e richiamarli all’ordine, che dovrebbero spiegare al gruppo che la situazione di classifica attuale imporrebbe di entrare in campo con gli occhi della tigre (o sarebbe sufficiente farlo con lo stesso atteggiamento di Poli per esempio). A mancare è soprattutto una guida tecnica capace di spiegare che sarebbe il caso di fare il massimo oggi che la condizione è migliore rispetto a quella di molti avversari, vista la possibilità di un prevedibile quanto fisiologico calo atletico in inverno.
Le colpe ricadono sui singoli è vero, sulla qualità di una rosa forse non all’altezza, sulla mancanza di veri e propri uomini spogliatoio, ma anche e soprattutto su un tecnico che ad oggi sembra incapace di motivare i suoi come dovrebbe, di plasmare una squadra capace di rendere al massimo sotto tutti i profili e non solo da un punto di vista atletico.


