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Ultima chiamata

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 3 ottobre 2009, 15:13Vista dalla Curva
autore Davide Bin
03.10.2009 15:13Vista dalla Curva
Dopo i risultati negativi dell'ultimo periodo, il Milan deve assolutamente riscattarsi a Bergamo per tornare alla vittoria e ritrovare serenità e fiducia nei propri mezzi.
Filippo Gabutti
Filippo Gabutti

Siamo solo ai primi di ottobre ma per il Milan la trasferta di Bergamo è già un appuntamento da non fallire per non sprofondare nell'abisso di una crisi senza via d'uscita: i rossoneri non segnano da tre partite fra campionato e coppa, hanno raccolto solo un misero pareggio casalingo con il Bari, perdendo a Udine e contro lo Zurigo e hanno mostrato problemi di gioco e di tenuta atletica. L'unica cosa che non è mancata è l'impegno, perchè anche mercoledì sera era quasi commovente vedere Inzaghi fare il raccattapalle per velocizzare i rinvii del portiere avversario Leoni e tutto si può imputare a questa squadra meno che non provi in tutti i modi a sbloccarsi e a invertire la tendenza. Purtroppo questa considerazione può essere una consolazione, ma deve fare preoccupare ancor di più, perchè se la volontà, l'impegno, la grinta e l'orgoglio non bastano ad uscire dal momento difficile, vuol dire davvero che i problemi sono gravi e, forse, difficilmente risolvibili nel breve periodo. La squadra corre meno degli altri; ce ne siamo accorti nella partita contro il Bari, in cui i giocatori pugliesi sembravano tanti Bolt, ne abbiamo avuto conferma contro lo Zurigo, perchè se una squadra che non ha mai vinto in trasferta nemmeno nel suo campionato, viene a San Siro e infila varie volte in velocità la difesa, vuol dire che c'è qualcosa che non va a livello atletico e forse i motivi vanno cercati nella famigerata tournèe estiva in America, quando per guadagnare pochi milioni di euro la società ha costretto la squadra a interrompere di fatto la preparazione nel momento cruciale per limitarsi a giocare e viaggiare qua e là per gli Stati Uniti come i Globetrotters; ciò per chiarire ancora una volta di chi sono le responsabilità, perchè magari a qualcuno potrebbe venire il sospetto che i giocatori siano a terra fisicamente per colpa di Leonardo o dello staff di preparatori atletici, che con il poco tempo a disposizione forse hanno fatto anche troppo e non potranno fare granchè da qui in poi, visto che si gioca ogni tre giorni. Anche per quanto riguarda il gioco le responsabilità hanno nomi e cognomi precisi: Leonardo aveva fatto alcune richieste, nemmeno troppo esorbitanti e non è stato ascoltato e accontentato; non a caso proprio in queste ore, come segnalato in un altro articolo di questo sito, ha formulato le stesse identiche richieste per gennaio, perchè è chiaro che se un allenatore ha in mente un certo tipo di gioco e non ha gli interpreti adatti per metterlo in atto, i problemi sono praticamente ovvi e scontati.

Siccome, però, a gennaio bisogna arrivarci con quello che c'è e la scadenza è ancora lontana, ecco che Leonardo, tenendo fede al suo nome da inventore, deve inventarsi qualcosa per invertire la tendenza negativa; qualcuno ha parlato di centrocampo a quattro, e probabilmente lo vedremo già a Bergamo, ma se i nomi sono quelli che ho sentito, temo che non cambierà molto: non ha senso modificare il modulo per mettere Pirlo a sinistra e Gattuso a destra, con Seedorf e Ambrosini centrali; se davvero si vuole cambiare bisogna avere il coraggio di fare "vittime eccellenti", perchè dei quattro citati solo due devono giocare al centro e sulle fasce bisogna mettere gente che sia abituata a quel ruolo; io vedrei bene Jankulovski a sinistra e Abate a destra, con Pirlo e uno fra Gattuso, Ambrosini e Flamini al centro, in modo che sulle fasce si creino i cosiddetti "binari" con i terzini (Zambrotta e Oddo) e si riesca a spingere come vuole Leo e a rifornire di cross e palloni le punte (Pato e uno fra Huntelaar, Inzaghi o Borriello quando quest ultimo sarà disponibile). Cambiare modulo senza avere il coraggio di accantonare qualche "senatore" vuol dire aggiungere problema a problema e a qualcuno potrebbe venire il sospetto che Leonardo non abbia la personalità per gestire uno spogliatoio e fare scelte alternative e magari impopolari, anche se il tecnico ha subito chiarito che in questi momenti delicati ha bisogno dell'aiuto di chi ha più esperienza e carisma all'interno dello spogliatoio e in questo senso si spiegano le sue eventuali scelte (visto che stiamo parlando solo di ipotesi e non di certezze). E' chiaro che a Bergamo serve una svolta, cioè una vittoria, per affrontare la sosta con serenità e tranquillità e lavorare con calma e impegno per ripresentarsi alla ripresa di campionato e coppe con ritrovata competitività, perchè è fin troppo evidente che questa rosa non è al livello di quella di Inter e Juventus (per non parlare di Real Madrid, Barcellona o altre grandi europee), ma non può aver disimparato improvvisamente a giocare e vincere anche contro avversari modesti come lo Zurigo. In altri tempi la trasferta di Bergamo contro un'Atalanta in difficoltà non avrebbe creato patemi d'animo, invece ora sembra che si debba giocare una finale di Champions League contro un avversario irresistibile e ciò la dice lunga sul momento negativo che stiamo vivendo. Come avrete notato non ho parlato di ultima occasione di Leonardo, perchè voglio dare credito alle dichiarazioni ufficiali della società, in cui si dice che Leo sarà l'allenatore del Milan fino a fine stagione e c'è la massima fiducia in lui, anche se visto quante volte i dirigenti rossoneri hanno giurato una cosa e poi ne hanno fatta un'altra, fossi in Leonardo comincerei a preoccuparmi! Battute a parte questo è uno dei momenti più delicati della recente storia rossonera e per uscirne al più presto ci vuole orgoglio, grinta e ritrovata mentalità vincente, perchè sembra quasi che i giocatori abbiano perso fiducia in se stessi e si lascino andare alle prime difficoltà, ma ora è davvero giunto il momento di reagire, in modo che l'ultima chiamata diventi solo il primo gradino della risalita verso l'alto.

per Milannews.it

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