Verso lo Stadium sperando nel gol dell’ex. Intanto si pensa al mercato, con un obiettivo prioritario: la difesa
Giulia Polloli
Dopo la partita di Champions che è valsa al Milan un punto importante rispetto ad una prestazione non di certo esaltante, i riflettori tornano diritti sul campionato di casa nostra. Domenica sera lo Juventus Stadium accenderà i suoi riflettori su Juventus-Milan. Le due formazioni arriveranno al confronto diretto con posizioni di classifica assolutamente distanti,ma con la stessa voglia di prevalere una sull’altra. Conte contro Allegri, per dimostrare che nessuno è sazio di vittorie e successi. Conte contro Allegri per dimostrare la bontà di dettami tattici che ormai sono consolidati. Ciò che si sente dire della Juventus di questi tempi è che sia diventata una squadra ampiamente prevedibile, con uno scacchiere che sì, si muove a memoria, ma che ahimè anche gli avversari hanno imparato a ridimensionare e bloccare nello scacco matto che fece le fortune di Conte. Sarà poi sfida aperta per Matri, che solo dopo essere stato ceduto ha ricevuto parole di elogio da parte del suo vecchio tecnico, reo però di non aver mai creduto in lui in patria in modo consistente. “Se segno certo che esulto” ecco l’urlo di guerra proferito dall’ex bianconero, rientrato a Milanello dove, peraltro era cresciuto. E Allegri sa cosa significa avere un giocatore che oltre alle motivazioni intrinseche di una partita di per sé importante, ha nel suo bagaglio personale la voglia di sbloccarsi proprio contro quella squadra per cui ha cercato di essere importante ma che, fondamentalmente, l’ha sempre usato solo a gettone.
E con Matri, vista l’emorragia di attaccanti della rosa di Allegri, ci sarà Robinho. Per lui un destino simile ma altrettanto diverso dal compagno di reparto. Robinho avrebbe voluto salutare il Milan per tornare al suo grande amore, quel Santos che l’ha consacrato e nelle cui fila sarebbe stato certamente più vicino allo sguardo vigile di Scolari in vista del mondiale brasiliano. Robinho come Matri non ha mai rinnegato la maglia per cui ha lottato nelle ultime stagioni. Aveva un sogno, che per ora non si è realizzato, ma non ha mai abbandonato nemmeno l’obiettivo di restare grande in rossonero. Il Milan non ha venduto Binho e ora rende grazie, perché un giocatore dotato di fantasia e duttilità come lui fa comodo, eccome, ad Allegri. Si, perché se la Juve viene etichettata come prevedibile, il Milan non è certo da meno. Ma non per la tipologia di gioco espressa dal tecnico livornese, quanto per la carenza di interpreti in grado di mettere in scena variazioni improvvise. Una difesa che si aggrappa alla speranza di poter vedere tra i propri ranghi giocatori come Bonera, di poter riabbracciare De Sciglio, di poter testare le reali potenzialità di Silvestre. Potrà sembrare banale o addirittura dissacratorio, ma il Milan ha estrema necessità di reimpostare i propri schemi proprio a partire da questi nomi che, per altri, sarebbero semplici rincalzi di giocatori blasonati. Il centrocampo appare muscolare, gli incontristi sono numerosi, ma male si adattano al modulo a tre. O meglio, il solo Montolivo, ora obbligato ad agire da trequartista alle spalle delle punte, non può bastare per imbastire quelle trame di gioco tanto care ad Allegri. De Jong e Poli sono sicuramente tra i migliori acquisti della stagione, soprattutto l’ex Doria che ha illuminato il gioco dei rossoneri come lampi in un cielo grigio. Mancano le qualità di giocatori come El Shaarawy, che in molti purtroppo vorrebbero rivedere sul mercato a gennaio, mancano le doti balistiche di un Kakà in splendida forma, manca il talento predatorio di Pazzini e chiaramente la potenza di Balotelli, escluso eccellente di questa gara. Eppure la scelta di Allegri, che dovrebbe schierare Nocerino in mediana, potrebbe essere la scintilla che va a riaccendere il sacro fuoco.
Oggi ci sono poche alternative ai nomi che abbiamo ormai imparato a memoria leggendo i tabellini sempre più simili a stampe in serie, ma nonostante ci si trovi solo nella prima parte di ottobre, il mercato appare più vicino. Il Milan potrebbe, o meglio, dovrebbe muoversi in direzione Cagliari, per riprovare a sondare il terreno per Astori, unico nome nazionale in grado di poter dare ossigeno alla coppia Zapata-Mexes, sempre più vicina al forfait per sovra utilizzo. Si parla ancora di Honda, ma questo giocatore serve davvero al Milan? In chiave green generation e guardando ancora alla difesa, non saranno certo sfuggite le ottime prestazioni in casa Hellas del giovane Albertazzi, che dopo la gavetta in serie B forse è deciso e pronto ad esplodere. Mandorlini lo utilizza con facilità, le movenze gentili del centrale scaligero riportano alla mente quelle dei grandi difensori del passato. Nelle prime gare di campionato ha guadagnato anche la palma di migliore nelle varie classifiche per ruolo diffuse sui media. Contro la Juventus domani sera tutti questi discorsi verranno accantonati. Gli occhi curiosi di noi cronisti e, un po’, tifosi, saranno dirottati sulle sfide in attacco. Perché è vero che alla lunga vince la squadra che subisce di meno (Juventus docet), ma vi immaginate la gioia e il puro sollazzo al gol di Matri?


