Vizi strutturali ed assenze: il Milan è in crisi
Emiliano Cuppone
La sconfitta di Torino brucia, non solo per il risultato, ma soprattutto per una prestazione che mette a nudo il vizio strutturale di questo Milan.
I bianconeri hanno evidenziato i limiti, già in passato piuttosto lampanti, della manovra rossonera. Ne avevamo già parlato dopo il Napoli e l’Ajax, ma contro la squadra di Conte è apparso inconfutabile che questo Milan abbia una difficoltà innata a gestire il pallone in uscita dalla propria area di rigore.
I primi due gol della Juventus sono figli della pressione di Vidal e compagni, bravi a mandare in crisi la fragile trama di passaggi della retroguardia di Allegri. Il livornese aveva già notato questa difficoltà ed aveva provato ad abbassare De Jong in fase di ripartenza dal fondo, ma la cosa non sembra essere sufficiente a celare la carenza di qualità di una manovra farraginosa, fatta di passaggi sterili e spesso affrettati.
Il Milan ha dato l’illusione di poter fare possesso palla (piuttosto sterile tra l’altro) allo Stadium per una buona mezz’ora nel primo tempo, ma a ben vedere ciò si è avverato quando i bianconeri stavano rifiatando dopo aver offerto il massimo sforzo per raggiungere il pari. Poi nella seconda frazione (come nella prima contro il Napoli e nel finale ad Amsterdam) è riemersa impietosa la difficoltà rossonera a gestire la sfera in uscita dalla propria trequarti, culminata nell’errore di Montolivo (messo in difficoltà da un passaggio errato della retroguardia) che ha lanciato l’azione del gol di Giovinco, come prima aveva dato il là a Tevez in occasione della punizione ottenuta per il pari di Pirlo.
Le assenze sono un alibi parziale per Allegri, perché si tratta di giocatori di un certo spessore, è vero, ma tutti localizzati dalla trequarti in su. Di un palazzo ad affascinarci è la facciata esterna, ma ciò che lo tiene in piedi è la struttura che sta al suo interno. Il Milan dopo la sosta potrà anche fare affidamento sui faccioni rassicuranti di Balotelli e Kakà, ma resterà il vizio strutturale di una squadra incapace di imbastire la manovra partendo da dietro e neanche abbastanza umile da rilanciare lungo sui rinvii dal fondo.
Certo i campioni in avanti potranno aiutare ad uscire palla al piede, magari con un Montolivo più dietro a caricarsi le responsabilità sulle spalle. Resteranno però le difficoltà strutturali di una squadra che al momento appare incapace di evitare la pressione avversaria, spesso agevolata da errori individuali ed imprecisioni di giocatori certo non dotati di tecnica sopraffina.
La classifica rossonera è impietosa, i numeri non lasciano margine a pie illusioni, questo Milan è in difficoltà, è squadra slegata, a tratti disorganizzata e sicuramente orfana di qualità tecniche dalla cintola in giù. La concorrenza per le posizioni che contano è decisamente più elevata rispetto ad un anno fa, le avversarie sono cambiate ed in meglio, mentre il diavolo sembra lo stesso di dodici mesi orsono.


