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Galliani sulla chiusura di San Siro: "50 persone possono uccidere una società. Parlerò con Abete. Tutti siamo concordi che la norma va abolita"

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 7 ottobre 2013, 19:35Primo Piano
autore Pietro Mazzara
07.10.2013 19:35Primo Piano
Andrea Ninni/Image Sport
Andrea Ninni/Image Sport

All’uscita dalla Lega Serie A, Adriano Galliani ha commentato così la decisione di Tosel di chiudere San Siro per Milan-Udinese:"La discriminazione territoriale esiste solo in Italia, perché in Europa si parla solo di discriminazione razziale. I cori in questione poi non sono stati sentiti da nessuno a parte i funzionari della Lega, mentre invece si sono sentiti numerosi cori contro Balotelli. A Torino c'erano 800 tifosi rossoneri circa e il comunicato parla di centinaia di persone che intonavano questi cori, lascio a voi ogni considerazione a proposito visto che nessuno durante la gara se ne è accorto. Penso che sia una norma che vada abolita perché non esiste in altro luogo al mondo una cosa del genere che espone le società a gravi rischi. Perché alla prossima infrazione c'è la partita persa a tavolino ed eventualmente anche una penalità in classifica. Questo vuol dire che bastano una 50ina di individui per uccidere una società e arrecare danni indicibili.

La decisione di chiudere lo stadio poi mi pare un'idea geniale in un Paese che ha stadi vecchi, obsoleti e sempre mezzi vuoti. Ribadisco che la norma va abolita, ne ho parlato coi miei colleghi e anche loro sono d'accordo. L'ho fatto inoltre presente al presidente Abete che ha detto che ci rifletterà e mi farà sapere in futuro. Il razzismo va combattuto, ma questa norma non aiuta certo a farlo, anche perché potrebbe essere applicata anche a chi fa un coro contro gli abitanti di un altro quartiere a questo punto. - conclude Galliani parlando di Mexes - Non faremo ricorso contro la sua squalifica perché si è comportato male e chi sbaglia deve pagare ed essere punito".

per Milannews.it

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