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Il Milan paga sulla pelle il punto di non ritorno dell'inasprimento normativo

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Matteo Bursi
per Milannews.it
martedì 8 ottobre 2013, 12:00Primo Piano
autore Matteo Bursi
08.10.2013 12:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

L'ha gridato l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, ma lui potrebbe essere considerato, a ragione, di parte. Allora valga la pena sottolineare l'aut-aut del presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta: "C'è la necessità di stilare un nuovo documento, i club sono tutti concordi sul fatto che il sistema sanzionatorio dev'essere rivisto. Abbiamo già allertato Abete su questa tematica molto importante. Il punto fermo del sistema calcio è la lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale, perché il destino del calcio e delle società non può essere nelle mani di piccole minoranze. La difficoltà ad intervenire da parte delle società è estrema, si tratta di minoranze che, con questo apparato sanzionatorio, possono produrre danni importanti. Resta quindi da capire qual è il miglior apparato sanzionatorio". 

Il messaggio è chiaro. Il Milan giocherà contro l'Udinese a porte chiuse, ma ogni società potrebbe presto ritrovarsi nella medesima situazione. E' il punto di non ritorno dell'inasprimento normativo. Le società in mano a possibili ricatti esterni e ingovernabili. "Così 50 persone che si mettono d'accordo possono uccidere un club", ha sintetizzato efficacemente Galliani. Il club di via Turati pagherà sulla propria pelle questo inasprimento, con un turno a porte chiuse. L'auspicio è che serva a rivedere norme che così non stanno in piedi e che di certo non aiutano il calcio italiano a migliorare la sua già claudicante immagine verso il mondo.

per Milannews.it

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