Gabriel scala la gerarchia, tra obiettivi presenti e futuri
Matteo Calcagni
"Fiducia a Gabriel". E' così sintetizzabile il concetto espresso da Massimiliano Allegri in conferenza stampa, rivolto al giovane portiere rossonero gettato nella mischia dopo tanti mesi di apprendistato. Il brasiliano ha disputato una buona prova contro l'Udinese ed una comunque soddisfaciente contro il Parma, dove l'unico vero errore è stata l'uscita avventata su Cassano. Sul terzo gol le responsabilità sono da attribuire principalmente (se non totalmente) al duo Birsa-Matri, apertosi inspiegabilmente al sopraggiungere del pallone.
Evidentemente il ruolino di Gabriel sta piacendo anche a Milanello, tanto da assegnargli i gradi di "secondo" in attesa del ritorno di Abbiati. Una situazione non facile da gestire, vista l'ottima prestazione di Amelia contro il Barcellona, ma che è evidentemente proiettata a quelli che dovrebbero essere i piani futuri. L'ex Cruzeiro, sebbene debba ancora completare il processo di crescita (ha solo ventuno anni), rappresenta la risorsa più ovvia per l'avvenire della porta rossonera: inserirlo negli ingranaggi già da questa stagione, anche in gare importanti come quella di stasera, non può far altro che velocizzare la sua evoluzione, cercando di ottenere a fine stagione un portiere definitivamente pronto. Se i miglioramenti dovessero rivelarsi esponenziali, così come le parate decisive, non è da escludere che possa esserci un'ulteriore ed immediata promozione: un sogno che probabilmente frulla nella testa del ragazzo che, tuttavia, deve come prima cosa mantenere i piedi saldi a terra e muovere un passo alla volta.


