Milan, Jashari finalmente dirige l'orchestra: buona prova di Ardon nella città di Mozart
Francesco Finulli
Ieri sera Ardon Jashari, uno dei colpi economicamente più importanti del Milan negli ultimi anni, ha fatto vedere finalmente una prestazione di ottimo livello dall'inizio alla fine. Esserci riuscito in campo europeo non fa che aumentare le buone sensazioni sulla partita giocata dal centrocampista svizzero che, sia in fase di gestione palla che soprattutto in fase di non possesso, ha svolto un lavoro egregio. Un vero e proprio direttore d'orchestra, probabilmente non un caso nella città natale di uno dei maggiori compositori della storia, Wolfgang Amadeus Mozart.
MILAN, JASHARI DIRIGE: UN PO' DI NUMERI
Come detto, la prova di Ardon Jashari a Salisburgo - tutta la partita in campo per lui - è stata davvero completa. Per questo il paragone con la direzione di un'orchestra viene facile, al di là della connessione con Mozart. Lo svizzero ha saputo dettare i tempi in fase di possesso, anche quando era in coppia con Rabiot, e ha oggettivamente dominato in mezzo al campo in fase di non possesso. Lo dicono i numeri. Nessuno ha recuperato più palloni di Jashari ieri sera: ben 13. Il più vicino in questa statistica, tra le fila del Milan, è stato Tomori con 6. Nessuno ha completato più chiusure difensive di Jashati ieri sera: ben 6. Due dati che raccontano molto bene la partita di Jashari che con la sua qualità in fase di riaggressione ha contribuito a rendere maggiormente pericoloso il Milan in fase offensiva. Una sola sbavatura, per fortuna senza conseguenze, a inizio ripresa per un eccesso di confidenza; poi il recupero alto fondamentale per il gol di Ramos, non vale come assist ma oggettivamente è come se lo fosse. Bene così.
MILAN, CONTINUITÀ PER JASHARI
Uno dei problemi dell'anno scorso di Ardon Jashari è che, un po' a causa della preparazione monca, un po' per colpa dell'infortunio che lo ha tenuto ai box per i primi mesi della stagione e infine un po' per la concorrenza di Modric, non ha mai avuto modo di giocare con continuità. Anche quando è rientrato non c'è stata mai la possibilità di vederlo in campo ripetutamente. Il discorso sta cambiando chiaramente in questa stagione: in generale, Amorim è più incline alla variazione di partita in partita. Inoltre il calendario europeo porta in dote molti altri impegni che potranno dare la possibilità a tutti di ritagliarsi uno spazio importante. Da segnalare anche il fatto che Jashari ha giocato 3 partite e mezzo con la Svizzera, approfittando dell'assenza di Xhaka, e questo come si è visto ieri gli ha dato fiducia e benzina. La speranza è che questo possa essere un nuovo punto di partenza.


