Il Milan si aggrappa al suo leader: anche Allegri dipende da lui
Antonio Vitiello
Al Milan non resta che aggrapparsi al suo simbolo per sperare di tornare alla vittoria. Ricardo Kakà in questa particolare fase della storia rossonera è l’unico in grado di poter scuotere i compagni. Contro la Fiorentina non sarà per nulla semplice, la squadra di Montella gioca un bel calcio a differenza della truppa di Allegri che dopo dieci partite di campionato è ancora contratto e timido. Sono poche le occasioni create durante un match e tantissime le pecche difensive. Diciassette gol subiti in 10 giornate sono troppi per una squadra che all’inizio della stagione, a detta della dirigenza, puntava ai primi tre posti. Invece il distacco verso il terzetto di testa aumenta gara dopo gara e domani sera contro la Fiorentina potrebbe aumentare ancora. Deve dare una risposta sul campo anche Mario Balotelli che dopo la maxi squalifica contro il Napoli non è più riuscito ad incidere. L’ultimo gol risale proprio alla partita persa contro i partenopei, dopo il famoso rigore sbagliato.
Massimiliano Allegri deve ripartire dai due campioni che ha in rosa ma soprattutto deve sbloccare mentalmente chi fino ad oggi non ha dato il suo regolare contributo. La difesa ovviamente è sempre sotto accusa ma sono gli errori individuali a condannare la squadra nelle ultime uscite. Si tratta spesso di sviste elementari, dettati dalla mancanza di concentrazione o dall’insicurezza del momento. Il Milan è in un tunnel e deve riuscire ad uscire quanto prima se non vuole compromettere ancora di più la sua stagione, fin qui fallimentare.


