Quattro partite non sono un caso: Gabriel continua a scalare posizioni
Matteo Calcagni
Quattro partite da titolare consecutive non sono un caso, non possono esserlo, soprattutto in un club come il Milan. Gabriel si è presentato in punta di piedi, ha lavorato ed atteso con pazienza il suo momento, conscio della fiducia dell'ambiente e nelle sue potenzialità. Quella che contro l'Udinese poteva essere anche una scelta isolata, volta a premiare un giovane volenteroso e risparmiare Amelia per la Champions, si è rivelata una decisione oculata e quasi definitiva: titolare contro Parma e Lazio, l'ex Cruzeiro difenderà la porta rossonera anche stasera, nonostante il recupero pressoché completo di Christian Abbiati.
Il ritorno del nativo di Abbiategrasso coinciderà con la trasferta del Camp Nou, al termine della quale verrà verosimilmente presa la decisione più ostica: continuare con Abbiati oppure affidare i guantoni a Gabriel, andando a ribaltare totalmente quella che era stata la gerarchia degli estremi difensori. La certezza, quella vera, è che il ventunenne di Unaí ha scalato e sta scalando tantissime posizioni, tanto da provare a battagliare addirittura per il ruolo da "primo portiere": un'ipotesi che già si poteva imbastire dal ritiro di luglio, ma che finì velocemente nel cassetto dopo il brutto infortunio alla spalla a Monaco di Baviera. La sfida contro la Fiorentina avrà innumerevoli temi e sfaccettature e, fra di loro, non può mancare il "capitolo-Gabriel": stasera il brasiliano può porre un altro mattone nella costruzione del presente e del futuro della porta rossonera.


