Ecco le soluzioni se Allegri dovesse essere esonerato. Ma Galliani non si tocca!
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Marilena Albergo
Marilena Albergo
per Milannews.it
mercoledì 6 novembre 2013, 00:01Milanello in rosa
autore Marilena Albergo
06.11.2013 00:01Milanello in rosa
Al di là delle polemiche che stanno coinvolgendo Galliani e la società in generale, il Milan, la squadra, deve pensare solo alla gara di domani. Partita troppo delicata per non prestare la massima attenzione anche ai piccoli dettagli. Un dettaglio da non sottovalutare è sicuramente la formazione, e Allegri pare avere le idee chiare. Non più il 4-3-3 ma 4-4-1-1 con Kakà e Balotelli in avanti. Si punta tutto su loro due, sul risveglio di Supermario e sulla certezza Ricky. Il brasiliano sta facendo veramente bene al contrario dell'attaccante ex City. Ma, a parte queste problematiche, Balo rimane fondamentale per il Milan. Allegri è in bilico e lo sa. Berlusconi non lo ama e non l'ha mai nascosto. Vorrebbe Seedorf o Inzaghi sulla panchina rossonera, come ha rivelato Emilio Fede. Il tecnico rossonero, però, finirà quasi sicuramente la stagione con il 'Diavolo' poi, a contratto scaduto, a giugno saluterà tutti e si dedicherà ad una nuova avventura, magari sulla panchina della nazionale. Barcellona e Verona (con il Chievo) saranno match fondamentali comunque, per placare polemiche e isterismi. Se invece il presidente dovesse sbottare, le alternative al tecnico toscano non sarebbero molte. Si parla di Mangia, ma non è certo un allenatore con le competenze all'altezza del Milan. Poi c'è la voce su Trapattoni che difficilmente farebbe da traghettatore alla squadra milanese. Tassotti potrebbe essere una soluzione ma, sinceramente, cambierebbe ben poco rispetto ad ora. Per il futuro si aspetta Seedorf grande amore di Berlusconi, oppure Pippo Inzaghi, altro pupillo del patron che sta facendo abbastanza bene sulla panchina della Primavera rossonera. I cambiamenti in dirigenza riguarderebbero il buon Adriano Galliani, uomo mercato del Milan, osannato da quasi tutti fino a poco tempo fa. L'ad è sempre stato importantissimo per la storia di questo club, ha costruito grandi squadre, ha comprato grandi giocatori quando c'erano i soldi, è riuscito a portare a Milano campioni come Ibra, Balotelli e Kakà con poco o niente. È riuscito ad abbassare il debito societario come gli era stato richiesto rinunciando anche a grandi amori, come il brasiliano. Rinunciare a un personaggio come lui sarebbe come rinunciare ad un pezzo di storia, a qualcuno che questa storia l'ha scritta con il presidente Berlusconi. Certo, poi ha fatto anche degli errori, come quest'anno, quando ha sbagliato il mercato estivo. Giusto comprare Matri, se richiesto dall'allenatore (sbagliata la cifra pagata per il cartellino dell'attaccante). Giusto, se vogliamo, riportare Kakà al Milan, sbagliato non rinforzare il centrocampo ma soprattutto la difesa. In questo caso c'è anche da dire in sua difesa che, forse, non c'era nessuno all'altezza del Milan e che avrebbe fatto la differenza nel reparto difensivo rossonero. Nemmeno Zapata, ovvio, ma l'anno scorso, con Mexes, aveva fatto anche un buon campionato. Un altro che la scorsa stagione aveva fatto buone prestazioni e che si è meritato la conferma è Costant. Quest'anno è meglio perderlo che trovarlo. Di Maldini, Costacurta, Baresi non ce ne sono più, ma sarebbe bello riaverli, almeno in società, o nello spogliatoio. Sarebbe bello che tornassero a Milanello, magari a spiegare duo o tre cose ai ragazzini che adesso bazzicano nel centro sportivo di Carnago. Quindi sarebbe positivo avere uno come Maldini in società, qualcuno che per anni ha vissuto il mondo Milan e che può insegnare tanto a chiunque. Ma non a Galliani, perché nel suo è probabilmente il numero uno
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