Sconfitti ma non umiliati: ecco le indicazioni del Camp Nou
Matteo Calcagni
Il Camp Nou continua a non sorridere ai rossoneri che, per la terza volta consecutiva, devono fare ritorno a Milano con una sconfitta. Si può però affermare che, tra le tante versioni milaniste osservate in Catalogna, quella di ieri è stata probabilmente la migliore: superiore anche alla che, nel girone 2011/12, riuscì a strappare un clamoroso 2-2 con Thiago Silva. Pur tirando poco in porta, gli uomini di Allegri hanno disputato una buona prestazione collettiva, soffrendo meno del solito su azione e chiudendo con ordine le trame dei blaugrana. I veri e propri pericoli sono arrivati soltanto nella seconda metà della ripresa quando, oltre alla necessità di scoprirsi per cercare il pareggio, è subentrata una notevole dose di stanchezza soprattutto nella colonna centrale.
Poco male, visto che la vittoria dell'Ajax ha comunque sorriso ai rossoneri, riusciti a mantenere il secondo posto nonostante le due gare consecutive contro il Barcellona. Archiviata (per il momento) la Champions League, il Milan dovrà rituffarsi 100% nel campionato, cercando di replicare quell'attenzione e coesione mostrata di fronte alla corazzata catalana: elementi che sul suolo italico tendono ad andare ad intermittenza, con esagerati passaggi a vuoto che hanno influito sui distacchi siderali dai primi tre piazzamenti. La disposizione tattica con Poli dislocato a destra, pur senza eccellere, ha comunque consolidato le maglie rossonere: uno step dal quale costruire un maggior equilibrio ed una superiore carica offensiva, magari inserendo sulla sinistra un attaccante esterno e lasciando Kakà alle spalle del centravanti. Una formazione che si avvicinerebbe più al 4-2-3-1 che al 4-3-3, permettendo a Montolivo e de Jong di coesistere davanti alla difesa: una delle chiavi per rialzarsi può essere proprio questa.


