Ultima spiaggia per non andare definitivamente alla deriva
Davide Bin
In altri tempi avremmo detto che il Milan fosse atteso da una partita facile e quasi scontata: i rossoneri hanno una tradizione favorevolissima contro il Chievo, hanno vinto le ultime tredici partite (si tratta della più lunga serie positiva di tutta la serie A) e, oltretutto, il Chievo attuale è uno dei meno competitivi della sua storia nella massima serie, come dimostra l'ultimo posto in classifica con soli cinque punti e una sola vittoria in undici giornate. Il Milan, però, sta attraversando un periodo delicatissimo, è in piena crisi tecnica e mentale, ha perso tre delle ultime quattro partite giocate fra campionato e Champions e non vince dal 19 ottobre, dall'1-0 contro l'Udinese firmato Birsa. La panchina di Allegri è tornata traballante nonostante le rassicurazioni, anche perchè ora traballano anche molte poltrone in società e un'eventuale rivoluzione anticipata coinvolgerebbe sicuramente anche l'allenatore, difeso strenuamente proprio da chi ora è messo in discussione pesantemente per il suo operato degli ultimi tempi (Adriano Galliani). In un ambiente così destabilizzato la partita contro il Chievo diventa una sorta di ultima spiaggia per non andare definitivamente alla deriva e una vittoria permetterebbe di affrontare la sosta con maggiore serenità e cercare di sistemare senza drammi un po' di cose prima di riprendere l'attività agonistica dopo gli impegni delle nazionali. Partita decisiva, dunque e non inganni il valore dell'avversario, perchè in queste condizioni, quando mancano serenità e tranquillità, ogni sfida diventa complicata.
Allegri deve rinunciare ancora a Balotelli per l'ennesima squalifica e proprio il giocatore che doveva essere il trascinatore a suon di gol e l'uomo immagine di questo Milan sta diventando sempre più un caso, per motivi disciplinari (e questo purtroppo lo si sapeva fin da quando è stato preso) e per motivi tecnici (e questa è una sorpresa negativa, perchè sulle sue qualità nessuno discuteva e discute tuttora). Sta di fatto che ancora una volta il Milan affronterà un crocevia della stagione senza il suo giocatore più forte, anche se voci sempre più ricorrenti fanno intendere che fra un paio di mesi anche lui potrebbe cambiare aria e, quindi, la squadra dovrebbe abituarsi a fare a meno della sua stella più luminosa. Non spingiamoci, però, troppo lontano con la fantasia e con le prospettive, pensiamo solo alla partita contro il Chievo e a ottenere un risultato positivo che in questo momento è fondamentale. Anche il popolo rossonero è sul piede di guerra e sta perdendo la pazienza: la contestazione della Curva Sud nel finale della partita contro la Fiorentina dimostra che anche chi ha sempre sostenuto la squadra nel bene e nel male, ora comincia a essere stufo e se il destinatario delle critiche è più che altro chi ha costruito questa rosa evidentemente incompleta, soprattutto in difesa e a centrocampo, anche i giocatori non sono stati risparmiati e sono stati sommersi di fischi, perchè è fin troppo evidente che in molte occasioni sono mancate doti come determinazione, volontà, cuore, grinta e concentrazione e si sa che il tifoso perdona i risultati negativi ma vuole che i giocatori diano tutto in campo e la sensazione è che attualmente siano pochi quelli che ci mettono l'anima (Kakà, De Jong, Montolivo e pochi altri). Anche sotto questo punto di vista la partita di Verona deve rappresentare una svolta e i giocatori sono chiamati a ripetere dal punto di vista della prestazione e delle motivazioni la bella partita giocata a San Siro contro il Barcellona, perchè chi è in grado di giocare praticamente alla pari con i marziani e di mettere in difficoltà una delle squadre più forti del mondo, poi non può giocare in quel modo contro Parma, Lazio e Fiorentina e regalare spesso interi tempi delle partite agli avversari. Contro la Fiorentina è mancata anche la solita reazione dopo essere andati in svantaggio e ciò dimostra che il gruppo sembra demotivato e scoraggiato; in queste condizioni anche il Chievo diventa avversario pericolosissimo e per questo Allegri dovrà lavorare più sulla mente che sulle gambe dei suoi giocatori, soprattutto per superare indenni questo ostacolo e poi fare il punto della situazione durante la sosta.
Inutile a questo punto guardare la classifica e fissare obiettivi: bisogna navigare a vista, fare più punti possibili, risalire posizioni e provare a dare il meglio di sè; questo gruppo sa come si fa, perchè l'impresa è già riuscita proprio un anno fa (e ricordiamo che la situazione era molto simile a quella attuale), ma siccome non tutte le ciambelle riescono con il buco, era meglio non essere costretti nuovamente a imprese epocali, anche perchè si presumeva che una squadra che aveva disputato alla grande la seconda parte della scorsa stagione e non era stata cambiata radicalmente durante il mercato (e ora viene da dire purtroppo), potesse e dovesse partire in modo molto più brillante e positivo, invece dopo aver ottenuto l'obiettivo della qualificazione alla fase a gironi di Champions League, il Milan si è nuovamente e improvvisamente spento, raccogliendo risultati negativi e giocando spesso senza cuore e senz'anima. Tanto per dire, siamo ormai a metà novembre e il Milan non ha ancora vinto in trasferta, nè in campionato nè in coppa; impossibile pensare di ottenere grandi traguardi con un rendimento del genere e speriamo davvero che al Bentegodi si possa sfatare il tabù, visto che c'è da vendicare anche la sconfitta alla prima giornata di campionato, proprio in questo stadio, ma contro il Verona. La nave rossonera è ormai in balia delle pericolose onde di una tempesta che rischia di travolgerla e farla affondare; Allegri è un timoniere in difficoltà, ma solo lui, insieme ai suoi ragazzi, può cambiare le cose; il Bentegodi è una sorta di ultima spiaggia e non si può più fallire!


