Milan con due obiettivi. Sabato i tre punti ma solo per lo spirito
Gaia Brunelli
Il Milan torna a vincere, seppur in amichevole ma comunque finalmente arriva un risultato confortante. Lo si è intuito anche dall'esultanza dei giocatori rossoneri al momento dei gol. Kakà, Saponara, Cristante. Abbracci, urla di sfogo, senzazioni positive. Era però solo un'amichevole. Ora si ritorna a fare sul serio. Sabato sera arriva il Genoa a San Siro. E non è più quella squadra sprovveduta di inizio stagione. Con Gasperini ha ritrovato fiducia e coraggio nei propri mezzi. Aspetti di cui il Milan attualmente non dispone. Solo i tre punti aiuterebbero la squadra di Allegri a sentirsi un po' meglio. Una vittoria, comunque venga. Non è importante. Tentare anche solo per un attimo a uscire dal tunnel della disperazione aiuterebbe e non poco. Balotelli in Nazionale ha dato dimostrazioni importanti, con la speranza che quell'atteggiamento propositivo e positivo non lo riservi solo all'azzurro. Abate è stato il protagonista contro la Germania e anche Montolivo ha fatto bene. Ora serve tutto il coraggio possibile per afforntare un avversario ostico: la paura.
Intanto c'è almeno un po' di ottimismo riguardo ai giocatori ancora da recuperare. De Sciglio ed El Shaarawy sono sulla via del rientro, potrebbero andare in panchina con il Genoa per poi essere pronti per la trasferta di martedì a Glasgow, importantissima ai fini della qualificazione agli ottavi di Champions League. Prima di Natale si rivedrà anche Pazzini, mentre Bonera ha già recuperato e ha disputato una parte di gara contro lo Young Boys. Poi a gennaio il Milan potrà puntare su Rami e sull'arrivo di Honda. Il giapponese ha giocato con la sua Nazionale e ha segnato un gran gol nella sfida contro l'Olanda di De Jong. Insomma per sognare non ci sono le basi, ma un po' di sano ottimismo non guasta. Certo ormai il campionato è compromesso e il terzo posto è una vera utopia, però sugli altri fornti è ancora tutto possibile. Ma lo sarà solo se i rossoneri riusciranno a ritrovarsi. La Champions League è una competizione strana, non sempre vince la squadra più forte. Un esempio è stato proprio il Milan del 2007, ma anche l'Inter del 2010, o la finale Monaco-Porto. Di sicuro quando a vincere è stato il Barcellona c'erano pochi dubbi. Anche se è bene ricordare che non sempre i blaugrana hanno vinto con onore e con merito. A volte la fortuna, gli episodi e i condiizionamenti esterni hanno spianato loro la strada. E' quantomeno illusiorio pensare che il Milan possa avere qualche possibilità di arrivare a Lisbona a maggio, ma è giusto non dare nulla per scontato in una competizione, come detto, spesso imprevedibile. L'altro obiettivo che il Milan invece è bene che si ponga è la coppa Italia che permetterebbe intanto la partecipazione alla prosisma Europa League e poi darebbe lustro a un annata presumibilmente da dimenticare. In poche parole la vittoria contro il Genoa serve più allo spirito che alla classifica. Senza mettere per forza una pietra sopra al campionato (ma quasi) la vittoria nella 13esima giornata di serie A è l'unica cosa che conta.


