Ultima recita
Davide Bin
Finisce il campionato, si chiude la stagione ufficiale e, nonostante l'ultima partita sia addirittura Milan-Juventus, la sfida interessa davvero poco, visto che si tratta in pratica di un'amichevole che non può in alcun modo cambiare il destino delle due squadre; peccato perchè stiamo parlando di una grande classica del calcio italiano che è stata per anni sfida scudetto e, addirittura, finale di Champions League nel 2003; peccato perchè un paio di mesi fa abbiamo sognato che questa sfida potesse valere per un clamoroso scudetto rossonero, magari acciuffato all'ultima giornata strappandolo ai cugini e battendo i bianconeri; sarebbe stato un finale di campionato leggendario e indimenticabile, ma i sogni, si sa, molto spesso restano tali e svaniscono sul più bello, soprattutto quando sono pure illusioni. Si può discutere all'infinito se questo Milan con Pato e Nesta presenti nel momento decisivo del campionato e non infortunati a lungo avrebbe potuto lottare fino all'ultimo per il tricolore, ma siccome con i se e con i ma non si va da nessuna parte e, soprattutto, non esistono controprove, accettiamo la dolorosa realtà che ci vede per un'altra stagione senza "tituli" e "costretti" a rallegrarci per un mediocre terzo posto che vale per la Champions ma non fa contento nessuno, a parte Galliani. In più in queste ore è arrivata l'ufficializzazione dell'addio di Leonardo e la relativa conferma che era già deciso tutto da tempo nonostante le smentite di facciata che ci sono state proposte per settimane; avevamo parlato di un film già visto la scorsa stagione (e ci saremmo volentieri evitati la replica) e, infatti, il finale è stato uguale: un altro divorzio consensuale dopo quello con Ancelotti, un altro allenatore, dimostratosi molto valido e in grado di creare un gruppo capace di fare buone cose, che lascia per contrasti con il presidente-non presidente Berlusconi e ora bisognerà ripartire un'altra volta da zero con un nuovo tecnico, che non si sa ancora chi è ma che, come Leonardo, non otterrà grandi rinforzi per una rosa sempre più logora e sempre meno affidabile. Gli indizi portano verso la soluzione interna, ovvero Filippo Galli (o Tassotti), ufficialmente per proseguire sulla strada della valorizzazione dei giovani (ma il primo acquisto è Yepes...), in pratica perchè chi è già alle dipendenze della società rossonera e conosce realtà e problemi, non può permettersi di fare richieste esose per la campagna acquisti, un po' come avvenuto un anno fa con Leonardo. Uno come Van Basten, invece, sarebbe arrivato con una "lista della spesa" inaccettabile per la società e questo è il vero motivo del rifiuto ad allenare il Milan, signorilmente celato dietro la scusa dei problemi alla caviglia per rispetto della società e per uscire dall'imbarazzo.
Insomma dal "teatrino Milan" ci vengono proposte recite che non piacciono a nessuno, perchè confermano che non si riesce a programmare un futuro degno della società più titolata del mondo. E allora, a proposito di recite, sforziamoci di pensare solo all'ultima sfida di questo campionato, che sarà l'ultima recita a San Siro per molti protagonisti di questa stagione (e non solo): Leonardo (ormai è ufficiale), che sarà acclamato con affetto dal popolo rossonero; Favalli che va ringraziato per la sua professionalità e per il lodevole impegno che gli hanno permesso di essere sempre una valida alternativa in difesa nei momenti di emergenza; Dida, che ha giocato più di 300 partite con la maglia rossonera, ha vinto molto, ha fatto grandi parate ma anche clamorose papere che ci hanno fatto disperare; ma Nelson è il portiere di Manchester, di Atene, di Yokohama, dell'ultimo scudetto, quindi merita applausi e ovazioni, perchè nel momento dell'addio bisogna ricordarsi solo delle cose belle, che sono state tante e dimenticare il resto. Questi sono gli addii pressochè sicuri, ma potrebbero essere anche altri ad esibirsi per l'ultima volta in maglia rossonera, visto che sono tanti i giocatori in scadenza di contratto fra un anno che percepiscono ingaggi elevati e sembra proprio che la società non disdegnerebbe di liberarsi di qualche oneroso contratto per i soliti motivi di bilancio. L'ultima partita è come l'ultimo giorno di scuola: si salutano gli amici, in campo e sugli spalti e ci si dà appuntamento all'anno successivo, ma questa volta le incertezze per il futuro sono tante e non si sa quali amici ritroveremo fra tre mesi abbondanti, quando ripartirà la stagione ufficiale: è difficile capire come sarà composta la rosa della prossima stagione (inutile fidarsi delle dichiarazioni, il caso Leonardo insegna e molti già tremano per le smentite di Pato, che spesso usa le stesse parole di Kakà un anno fa...) e anche fra i tifosi c'è amarezza e delusione che potrebbe portare molti ad unirsi a chi non ha rinnovato l'abbonamento già l'estate scorsa e a non ripresentarsi a San Siro per seguire una squadra che ormai punta solo al terzo posto e a un cammino onorevole in Europa, ma non può avere ambizioni di vittoria. La mancanza di chiarezza, onestà nei confronti dei tifosi e programmazione e le promesse eternamente disattese non aiutano certo a dare entusiasmo al popolo rossonero e anche per questo la sfida fra Milan e Juventus sarà una delle più malinconiche della storia delle due squadre; spostata al sabato sera quasi fosse un fastidio per non rischiare di ostacolare e rovinare i festeggiamenti degli interisti per lo scudetto (senza alcun rispetto per i tifosi che ormai non hanno più il diritto di sapere con certezza e ragionevole anticipo quando si svolgono le partite); inutile per la classifica, senza nulla in palio (almeno il Trofeo Berlusconi assegna una coppa...); consoliamoci con il fatto che sicuramente Leonardo vorrà fare bella figura e schiererà per l'ultima volta il "suo" modulo 4-2-fantasia con cui ha dato spettacolo e vinto spesso nella fase centrale della stagione; inoltre sicuramente i giocatori vorranno chiudere in bellezza il campionato e dare un'ultima platonica soddisfazione ai tifosi che li hanno sempre sostenuti nell'arco di tutta questa tribolata stagione e sicuramente chi sarà presente allo stadio ringrazierà tecnico e giocatori per l'impegno e la voglia di lottare che non sono mai mancati; ma queste sono le uniche certezze di un periodo crepuscolare per tutto l’ambiente rossonero e vengono in mente le recenti parole di Van Basten: "Se il Milan vuole tornare a vincere devono succedere tante cose"; ciò che più preoccupa è proprio la sensazione che anche nella prossima estate di cose ne succederanno davvero poche e per questo tornare a vincere sarà pressochè impossibile anche per chi verrà dopo Leonardo al quale, nel giorno dell'ultima malinconica recita, va un immenso ringraziamento per ciò che ha fatto in questa stagione, in condizioni difficili e con una squadra che non vale la posizione che occupa.


