Cellino: "Liberare Allegri? Vedremo... sono arrabbiato"
Matteo Calcagni
Il presidente Cellino è stato intervistato dall'Unione Sarda per far luce sulla situazione Allegri, ancora in bilico tra Cagliari e Milan a causa del suo contratto in essere con i rossoblù. Il presidente dei sardi ha rilasciato interessanti ed importanti dichiarazioni, manifestando insoddisfazione nei confronti del tecnico toscano, cui ha imputato di essersi già accordato da tempo con i rossoneri sul suo futuro. Un fiume in piena Cellino che, clamorosamente, ha anche ammesso di essere stuzzicato dall'ipotesi di trattenere Allegri fino a naturale scadenza del contratto (30 giugno 2011), prendendosi una personale "vendetta" sull'allenatore livornese.
Presidente Cellino, Galliani l'attendeva a Milano per risolvere la questione Allegri. Come mai lei non si è presentato?
«A dire la verità ho detto che forse sarei andato a Milano. Purtroppo, non ho potuto. Non vedo dove stia lo scandalo».
Vuole fare il punto della situazione?
«È molto semplice, Allegri, dopo la fine del mandato di Giorgio Melis, è a tutti gli effetti l'allenatore del Cagliari. Infatti, è stato regolarmente convocato in sede dove non è mai arrivato perché ha presentato un certificato medico. Quindi, non può essere l'allenatore del Milan».
Detto questo, accetterà la richiesta di risoluzione del contratto in scadenza nel giugno 2011?
«Vedremo, non è detto. Sono arrabbiato con Allegri».
Perché?
«Perché ha mollato, costringendoci a un finale di campionato mediocre, mentre io mi aspettavo molto di più, se solo l'allenatore fosse “rimasto sul pezzo”, come lo era stato nella passata stagione e sino al mese di febbraio».
Sino alla sconfitta di Udine, quindi?
«Esatto. Da allora, c'è un crollo verticale inspiegabile».
Ma, adesso, che senso ha fare ostruzionismo?
«Ha senso perché sono arrabbiato con Allegri. Ci sono rimasto male, non nascondo che voglio prendermi la rivincita».
Sta dicendo che è pronto a tenere fermo Allegri sino alla scadenza del contratto?
«È un'ipotesi che mi stuzzica e non da escludere».
Ma che le costerebbe parecchio. Senza entrare nei dettagli per non violare il diritto alla riservatezza, stiamo parlando di un numero a sette cifre. O no?
«Non è una cosa che mi spaventa, ne ho buttati tanti di soldi».
E il suo rapporto di amicizia con Galliani?
«La stima e l'affetto nei confronti del Milan restano immutati, ma qui stiamo parlando dell'onore del Cagliari e del rispetto che a esso è dovuto».
È stato carente anche il Milan sotto questo profilo?
«Io analizzo i fatti. Mi pare strano che quindici giorni fa salti fuori questa idea di portare Allegri al Milan. A me ha dato l'impressione di una trattativa avviata e conclusa da tempo. Ho sentito, insomma, un forte odore di presa in giro. Mi sembra che tutto sia stato deciso alle mie spalle e che io adesso debba ratificare l'operazione con la risoluzione del contratto».
Una buona contropartita ammorbidirebbe la sua posizione?
«Non siamo al mercato delle vacche. In sede di calciomercato, farò di tutto per avvantaggiare la mia società, ma non mettendo sul piatto la dignità del Cagliari».
In tutto questo come si colloca Bisoli?
«Con Bisoli è stato raggiunto un accordo verbale, non c'è ancora alcun contratto firmato. Quando la situazione di Allegri sarà chiarita, Bisoli sarà ufficialmente il nuovo allenatore del Cagliari. Allegri dovrebbe prendere esempio da Bisoli: quando l'ho contattato l'ho pregato: “Non mollare, devi portare il Cesena in A”. Così è stato. Se anche Allegri non avesse mollato dopo essere stato contattato...»


