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16 ottobre 2017: AAA idea di gioco cercarsi. Inspiegabile un primo tempo come quello del derby. Bonucci: è ora di cambiare registro. Un consiglio: meno social per tutti

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 16 ottobre 2017, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
16.10.2017 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Prendere il primo tempo del derby e metterlo in bella mostra nel museo degli orrori del calcio. Non sono d’accordo con Vincenzo Montella quando dice, a più riprese, che è stato equilibrato. È stato un vero e proprio obbrobrio, con un Milan contratto, letteralmente consegnato alla manovra dell’Inter e che ha commesso i soliti, tremendi, errori difensivi. Ne sono riprova il gol dell’1-0 di Icardi, con Candreva che crossa indisturbato, Bonucci legge male la traiettoria con il capitano dell’Inter che sbuca dal nulla e mette dentro. In fase offensiva, invece, la produzione è stata inesistente, fatta eccezione per l’occasione di Borini disinnescata da Handanovic, ma arrivata al minuto numero 44. Poi, nella ripresa, il cambio tattico che ha impacchettato l’Inter, con Suso mezz’ala e Cutrone al fianco di André Silva. Magicamente – o forse no – il Milan si è alzato, ha guadagnato peso dentro la metà campo interista ed è da questa pressione costante che nasce l’1-1 di Suso, con Musacchio che con un movimento se ne porta due al bar del primo rosso ed apre l’angolo di tiro giusto allo spagnolo che, nel primo tempo, aveva giocato ai limiti della blasfemia.

Ma il Milan sembra esser specializzato nel commettere errori pazzeschi che, puntualmente, si tramutano in gol per gli avversari. I protagonisti della nuova puntata dell’horror sono Bonucci e Biglia, quasi 70 milioni di euro in due. L’argentino si fa sradicare il pallone da Icardi e lo segue trotterellando mentre Bonucci copre una porzione di area di rigore inutile, lasciando così Icardi solo. Due su due, Inter di nuovo in vantaggio con prestazione e risultato nuovamente compromessi. La verità è che anche Bonucci, che si sta caricando addosso, deve cambiare registro nelle sue prestazioni. Prima del Rijeka si era detto insoddisfatto, adesso è perfino difficile trovare un punto favorevole alle sue prove. E poi basta con tutti questi post social che inneggiano alle motivazioni, all’orgoglio, alla forza da mettere in campo quando poi, in campo, le prestazioni sono ben al di sotto della sufficienza.

Purtroppo al Milan, il tempo, non è mai stato amico delle rivoluzioni. In primis perché ti chiami Milan e non puoi pensare di essere così indietro in campionato, non avendo ancora un’identità precisa di squadra e di gioco. Già, perché la formazione da recitare a memoria di questa squadra non c’è. Poi Montella, togliendo Kessie, si è preso un bel rischio e non ha perso il derby per quello, visto che senza il gemello assonnato del giocatore di inizio stagione, il Milan ha ribaltato l’Inter nella prestazione e nel ritmo, senza però riuscire a trovare lo spunto vincente. Con l’AEK Atene, adesso, è vitale ipotecare il passaggio del turno in Europa League e contro il Genoa, domenica, servirà una vittoria a tutti i costi. Per calmare tutto, per riprendere due risultati utili consecutivi e, magari, una continuità di uomini e di prestazioni. Per dare un segnale forte, sarebbe il caso che questa comunicazione "social" perseguita dalla società, venisse allentata e anche i tesserati iniziassero a postare di meno su Instagram e pensassero di più a come risolvere i problemi in campo. Inutile pensare "al prossimo derby" o a cose che oggi sono lontane dalla realtà. Perchè in campo non ci vanno i like, i retweet e gli influencer tanto temuti. Ci vanno i giocatori, che rappresentano la società. Meno social per tutti, per ora, magari funziona.

per Milannews.it

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