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ESCLUSIVA MN - Maniero: “A Napoli gara spartiacque per il Milan. Suso decisivo da esterno. Calhanoglu? In Italia tanti giovani come lui”

autore
Enrico Ferrazzi
Fonte: intervista di Enrico Ferrazzi
giovedì 16 novembre 2017, 12:00Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
16.11.2017 12:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

La redazione di Milannews.it ha contattato Filippo Maniero, ex attaccante rossonero, il quale ha commentato il momento complicato dei centravanti rossoneri e di Calhanoglu, l’ottimo rendimento di Suso e la gara di sabato contro il Napoli. Ecco le dichiarazioni:

Signor Maniero, partiamo dalle difficoltà degli attaccanti rossoneri ad andare in gol. Secondo lei è un problema di singoli o di squadra?

“Entrambe le cose. Si sa che quando la squadra crea tanto e mette gli attaccanti in condizione di fare gol tutto è più semplice, ma è giusto anche ribadire che il singolo deve cercare di fare qualcosa in più. Se una squadra crea due occasioni da gol in una partita, un attaccante deve essere bravo a sfruttarle, mentre se ne crea dieci una punta ha certamente più chance di fare gol. Credo sia quindi sia un problema di singoli che di squadra”.

In estate, il Milan ha speso oltre 60 milioni di euro per comprare Kalinic e André Silva. Si aspettava di più da loro due?

“Kalinic non mi dispiace sia dal punto di vista realizzativo, visto che a Firenze ha dimostrato di saper anche segnare con continuità, sia da quello tecnico e di aiuto alla squadra. Il croato è il tipico attaccante che non sa solo segnare, ma anche fare tante cose importante. È un buon giocatore. André Silva invece è molto giovane, è ancora tutto da scoprire. Bisogna dargli tempo, non dobbiamo dimenticare la sua età. Potenzialmente è un buon attaccante, ma serve un po’ di pazienza, cosa che in Italia manca a volte”.

Chi invece sta trascinando i rossoneri è Suso. È d’accordo con quelli che dicono che il Milan è Suso-dipendente?

“Il Milan è Suso-dipendente quando gioca in un certo modo: se lo spagnolo viene schierato nel ruolo che preferisce può essere utile alla squadra, se invece viene utilizzato in un ruolo diverso anche Suso va in difficoltà. Va trovato il giusto assetto tra la squadra e l’ex Liverpool, che da esterno destro d’attacco sa dare il meglio di sé. Quello è il suo ruolo, poi ovviamente la squadra deve essere brava a supportare il gioco dello spagnolo”.

Tra coloro che hanno deluso di più in questa prima parte di stagione c’è sicuramente Hakan Calhanoglu. Come mai secondo lei sta facendo così fatica a far vedere le sue qualità?

“Non si sa dare un ruolo a questo giocatore, non si sa ancora se è un trequartista, un centrocampista o un esterno. Faccio davvero fatica a decifrarlo, ha fatto vedere buone cose, ma fa parte della schiera di quei giocatori normali che ci sono in Italia. Se è stato preso per fare la differenza deve farlo vedere, mentre se è stato preso come un giocatore normale allora fa parte di quei giocatori che possono determinare o non determinare una partita. Finora Calhanoglu non ha dimostrato ancora nulla. In Italia ci sono tanti giovani come lui. Si potrebbe aprire un lungo discorso sui tanti stranieri che arrivano in Italia e che sono come o addirittura inferiori rispetto ad alcuni giovani italiani. Bisognerebbe dare più spazio a questi ragazzi. Se vai all’estero e prendi giocatori come Cristiano Ronaldo, Messi o Suarez posso capirlo, ma se vai a prendere giocatori normali, pagandoli anche tanto, che tolgono solo spazio ai nostri giovani allora non abbiamo capito nulla. Poi ci lamentiamo se la Nazionale va male, se i settori giovani vanno male”.

Chiudiamo con un suo pensiero sulla prossima gara del Milan contro il Napoli. Che partita si aspetta e quante chance hanno i rossoneri di Montella di uscire dal San Paolo con almeno un punto?

“E’ una gara spartiacque per il Milan. Se dovesse perdere anche sabato diventerebbe durissima stare dietro alle prime della classifica, mentre se dovesse vincere si avvicinerebbe ulteriormente alla zona Europa, con ancora qualche speranza di lottare per i primi quattro posti. È il classico spartiacque secondo me”.

Fonte: intervista di Enrico Ferrazzi

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