Qualificazione importante: vincono i solisti, Andre’ Silva merita spazio
Luca Serafini
L’Europa League regala una serata di respiro a pieni polmoni, dopo il pasticcio di Donnarumma e Bonucci che sono riusciti a regalare un momento di Gloria persino all’Austria Vienna. Una prestazione ancora all’insegna delle individualità, con la buona spinta di Borini e Rodriguez sulle fasce, la reattività di Andre’ Silva e Cutrone, Chalanoglu ancora spaesato, Kessie’ lezioso e impreciso. Anche Biglia è lontano dal top.
Non c’e dubbio che 2 attaccanti schierati insieme in questa squadra, diano più presenza in area, più possibilità di inserimenti da dietro, più sbocco a quella parvenza di gioco che almeno contro la sesta squadra austriaca, a tratti si è visto. Senza picchi entusiasmanti, ma va bene così. L’Europa League è l’unica condizione che possa dare un senso a questa stagione così ampiamente compromessa in campionato.
Dicono che sia iniziato un ciclo di partite abbordabili dai rossoneri. Dipende a quali condizioni. Proviamo ad essere ottimisti, se si sblocca qualcuno o qualcosa magari riusciremo davvero a trascorrere Feste serene...
Tutti sparano sul Milan, da Nyon a Madrid fino a New York passando da Pechino. Il mistero Li continua avvolto dalla nebbia, l’unica cosa luminosa sono i soldi spesi per il mercato, perché quelli per acquistare il club sono il frutto di prestiti e finanziamenti. Arriverà il giorno della chiarezza, della resa dei conti. Per il momento bisogna attenersi alle parole di Fassone e ai comunicati ufficiali. Resto ottimista sul fatto che nessuno ha interesse per lo svilimento del marchio rossonero, a parte chi non lo ama. E anche sul fatto che chi si è impegnato per 600 milioni, sappia quello che sta facendo. È arrivata in settimana anche la benedizione di Berlusconi: dice che i cinesi finora hanno rispettato tutti gli impegni. Non resta al momento altro da fare che fidarsi di chi c’era e di chi c’e.


