Il "nuovo" Montella e il bomber raccomandato. Esiste un problema tattico, ma anche la soluzione
Fabrizio Tomasello
Adesso il vero problema è spiegare ai tifosi del Milan che Andrè Silva e Cutrone, dopo la quaterna rifilata all’Austria Vienna in Europa League, dovranno tornare ad accomodarsi placidi in panchina per lasciar spazio a Nikola Kalinic e Suso. A monte il solito ed evidente corto circuito tattico creatosi a Milanello: l’impossibilità (vera o presunta) di gestire un modulo che contempli l’utilizzo del doppio centravanti più lo spagnolo.
L’argomento, di estrema attualità, è stato affrontato da Vincenzo Montella che ha provato a disincagliarsi dalle secche di una questione ingarbugliata con un’apertura che di fatto ha lasciato intendere come risolvere il problema: «Si può fare, ma tenendo lo spagnolo largo e rimanendo ben attenti su chi siano gli altri 8 per non essere troppo scoperti».
Corretto. Prima però di entrare nel dettaglio della situazione vorrei sottolineare il mio personale gradimento nei confronti della versione 2.0 dell’allenatore rossonero: basta sorrisi, indulgenza e tolleranza; più carattere, fermezza e voglia di riscatto. Siamo passati dalle frasi stucchevoli registrate dopo la sconfitta di Napoli («Abbiamo preso gol nel nostro momento migliore», «È stata una partita in bilico fino alla fine», «Sono molto soddisfatto dalla prestazione, dobbiamo ripartire da lì»), al richiamo all’ordine del pre-Europa League («Il Milan deve tornare a fare il Milan, non ci possiamo accontentare di disputare buone partite. Perdere senza demeritare da adesso non può più bastare»).
Se tanto mi dà tanto, vista la reazione della squadra dopo l’osceno frittatone cucinato da Gigio & Leo che ha regalato il vantaggio agli austriaci, i ragazzi devono averlo preso in parola: testa bassa, coraggio, consapevolezza, desiderio di rivalsa, ma anche lucidità nella manovra, movimenti giusti, azioni corali e lucidità sotto porta. Nei 70 minuti giocati dai rossoneri dal gol di Monschein in avanti il Milan ha mostrato tutto quello che per lunghi tratti della stagione finora è mancato. Segnale evidente che le parole della vigilia dell’allenatore rossonero devono aver raggiunto il bersaglio.
Merito anche di un ragazzotto portoghese, riuscito a mettere finalmente d’accordo due campioni che in campo non si sono mai amati granchè, neppure quando indossavano insieme la camiseta blanca del Real Madrid.
Due autentici fuoriclasse che, negli anni in cui Lionel Messi ha deciso di tirare il fiato, si sono spartiti gli ultimi Palloni d’Oro: Ricardo Kakà e Cristiano Ronaldo. Entrambi sono stati conquistati dalla classe, dal talento e dalla capacità realizzativa di Andrè Silva, tanto da raccomandarlo senza timore di smentite.
Con le due reti segnate all’Austria Vienna, AS9 è diventato in un colpo solo il capocannoniere stagionale del Milan (8 gol) e il capocannoniere dell'intera Europa League (6 gol). Non male per il talentuoso 22enne ex Porto che però fatica a trovare una maglia da titolare in campionato con il Milan e che da qualcuno viene ancora etichettato come un bluff, o addirittura come una figurina.
Tornando alla questione tattica e alla soluzione “Suso+due punte”, abbiamo provato ad immaginare un ulteriore - parziale - cambio in corsa: un 4-4-2 che metterebbe tutti i rossoneri in condizione di giocare nel loro alveolo ideale, garantirebbe una copertura completa del campo ma anche una notevole imprevedibilità in fase offensiva. La difesa non subirebbe grossi scossoni, anche perchè anche adesso i rossoneri scalano a 4 in fase di non possesso: a destra potrebbero alternarsi Calabria, Abate o il tuttofare Borini contro avversari più abbordabili; in mezzo spazio a due tra Bonucci, Musacchio e Zapata; a sinistra Ricardo Rodriguez o Romagnoli, bravo entrambi a scivolare in mezzo e formare una linea a tre in fase di spinta. In mezzo al campo Suso a destra, con licenza quasi esclusivamente offensiva, in mezzo Kessiè e Biglia (oppure Montolivo o ancora Locatelli), a sinistra Bonaventura oppure lo stesso svizzero. Davanti invece via al valzer delle due punte e spazio a chi tra Cutrone, Andrè Silva e Kalinic è più in condizione.
Una soluzione da utilizzare magari al cospetto di avversari più abbordabili. Provate a pensare con questo assetto quanti palloni arriverebbero in mezzo per le due punte. Ci sarebbe da divertirsi.


