Le due punte e le piccole certezze che hanno dato al Milan. Kalinic, un applauso che gli costerà caro. Montella: questo pubblico e questo stadio non si possono soffrire
Pietro Mazzara
Quando Vincenzo Montella parla di una “Mancanza di serenità da parte degli attaccanti nel giocare a San Siro” dice una cosa che deve far riflettere e preoccupare, anche perché va fatta una distinzione ben precisa. Chi sta facendo fatica a giocare e segnare a San Siro sono Nikola Kalinic e André Silva, lanciati dal primo minuto contro il Torino più come palliativo all’emergenza causata dal ko di Borini più che per reale convinzione. A livello di movimenti, il croato ha fatto decisamente meglio rispetto al portoghese, con quest’ultimo apparso piuttosto fumoso rispetto al processo di crescita che, in tanti, si augurano per lui.
Ma le occasioni più grosse le ha avute Kalinic ed è lui che ha sulla coscienza la mancata vittoria da parte del Milan contro il Torino. Perché gli errori fatti sotto porta sono di una gravità estrema, che non si confà ad un attaccante fortemente voluto dall’allenatore e che, in carriera, quei gol li ha spesso fatti. Eppure ieri, prima in fase di risoluzione e poi in fase di assistenza, Kalinic ha fallito. Gli applausi ironici ai fischi di San Siro è un gesto che non verrà perdonato a breve dal pubblico al croato, perché se il pubblico ti fischia, uno prende, sta zitto e porta a casa. Montolivo, sotto questo punto di vista, ha ribaltato le cose e Kalinic farebbe bene a penderlo come esempio.
Chi non ha paura di giocare a San Siro, al Camp Nou o nel campetto sotto casa, è Patrick Cutrone. È un dato oggettivo che questo ragazzo sia, al momento, la punta più funzionale delle tre che ha a disposizione Montella. Forse ancora acerbo per reggere tutto il peso dell’attacco nel 3-4-2-1, ma nel 3-5-2, ha mostrato di starci bene e di essere più incisivo – dati alla mano – rispetto ad entrambi i compagni di reparto. Ma non è nemmeno un caso che il Milan, con le due punte effettive, abbia creato diverse occasioni da gol e messo in difficoltà la difesa del Torino. La strada è questa, perché anche Suso da esterno ha fatto una discreta partita (senza incidere), ma parlare di sofferenze mentali di alcuni giocatori è qualcosa che, oggettivamente, al 27 di novembre non è ammissibile. Vanno ridate delle certezze pure ad una squadra che sta trovando nel trio Zapata-Bonucci-Romagnoli delle garanzie, in Montolivo più di Biglia la mente e in Rodriguez come esterno un fattore da sfruttare.
Rimane l’amaro in bocca di ritrovarsi ogni settimana a parlare di cose che non vanno, di risultati che non arrivano e di una squadra che continua a rimanere inchiodata in posizioni di classifica che, in estate, non erano minimamente pronosticabili.


