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Tutto ancora aperto ma c'è una questione da risolvere

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 11 marzo 2018, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
11.03.2018 00:00Editoriale
Stefano Montesi
Stefano Montesi

«Lo sport è strano, avesse segnato il Milan ad inizio gara forse sarebbe venuta fuori un'altra gara». Le parole più assennate, tra le tante ascoltate nel post-partita di Milan-Arsenal, sono firmate dal vecchio saggio Arsene Wenger, a conferma della nostra analisi fatta alla vigilia, poi rivelatasi corretta: i Gunners sono in crisi di fiducia e in difetto di autostima ma restano sempre degli ottimi calciatori. Per capirci, l’Arsenal è una signora squadra.
Fino all’altra sera, quando sono venuti a banchettare al cospetto degli intimiditi guerrieri rossoneri, gli uomini di Wenger stavano vivendo un momento buio, che avrebbe potuto trasformarsi in nero pece se il Milan fosse riuscito ad incanalare subito la partita sui binari giusti. Sarebbe bastato fare un gol all'inizio per vederli probabilmente crollare e accartocciarsi su se stessi. Più o meno come era già accaduto di recente nei due match dell'Arsenal contro il Manchester City, entrambi persi per 3-0 dopo un buon inizio dei londinesi.
Così purtroppo non è andata perchè nel primo quarto d’ora di gioco il Milan ha sciupato almeno un paio di opportunità preziose: prima con una sfilza di corner e un pallone vagante a mezzo metro dalla porta che Bonaventura non è riuscito a spingere in porta, poi con l’occasione di Cutrone messo davanti a Ospina da un rinvio sciagurato di Chambers. Per non parlare della percussione solitaria di Calhanoglu che ha fatto gridare all’eccesso di onestà l’intero popolo degli italici osservatori del pallone: di fronte all’uscita dissennata del portiere colombiano, che avrebbe abbattuto il 10 rossonero e sancito l’inevitabile rigore per il Milan, Hakan il puro ha preferito saltare a piè pari l’avversario anzichè lasciarsi travolgere come avrebbero fatto in tanti.
Peccati di gioventù pagati cari perchè nel frattempo l’Arsenal ha ritrovato il filo del gioco e approfittando di una serata non brillantissima per molti dei nostri ragazzi ha colpito e affondato la corazzata rossonera. Naturalmente ci sta perdere contro una squadra matura e blasonata come l’Arsenal, così come ci sta l’aver evidenziato chiari limiti di tenuta caratteriale e soprattutto di esperienza. La giovane età di una squadra come il Milan elargisce dividendi importanti in termini di prospettiva e di crescita, ma nell’immediato, specie di fronte a colonne del calcio internazionale come i Gunners del maestro Arsenio, lo scotto da pagare è ineluttabile.
Però non tutto è perduto.

Proprio alla luce di quanto detto in apertura, e confermato dallo stesso Wenger, l’Arsenal è soggetto ad imprevedibili crolli emotivi. Ecco perchè anche all’Emirates potrebbe bastare un gol in apertura del Milan per sbriciolare tutte le certezze accumulate dai Gunners nella notte di San Siro e nello stesso tempo restituire fiducia ed energie inaspettate ai rossoneri.
Perchè questo accada però è opportuno che si riduca la distanza - l’altra sera abissale - tra i due gemelli diversi del match, i fantasisti turco-tedeschi Hakan Calhanoglu e Mesut Ozil. Entrambi nati in Germania da una famiglia turca (anche se hanno scelto due destini diversi dal punto di vista calcistico, il milanista ha abbracciato la Turchia, l’ex Real ha preferito la nazionalità tedesca), simili di corporatura, simili quanto ad aspetto fisico, simili per caratteristiche tecniche ed attitudini al gioco.
O almeno questo è quello che speravano i tifosi del Milan prima del big match di San Siro. Perchè la classe dispensata da Ozil per lunghi tratti del match, almeno quelli che hanno poi di fatto deciso l’esito della partita, ha letteralmente fatto impallidire il collega ed avversario milanista. Tocchi di prima illuminanti, aperture sempre puntuali, la capacità innata di calamitare il pallone e servire dei cioccolatini deliziosi ai compagni smarcati. È stata questa la partita del fantasista dell’Arsenal, entrato nel tabellino del match con due sontuosi assist.
Dal canto suo, invece, il buon Calhanoglu si è appiattito al livello dei suoi compagni di squadra, evidenziando un limite che potremmo estendere anche agli altri due uomini d’ingegno del Milan, Bonaventura e Suso: la poca predisposizione a giocare di prima, disciplina nella quale invece Ozil eccelle. Ecco, se il turco milanista - ma mettiamoci anche Jack e Jesus - prendessero spunto dal collega tedesco e cercassero di giocare rapidamente invece di perdere quasi sempre un tempo di gioco per servire i compagni, semplificare il gioco anzichè corredarlo di ghirigori inutili e di barocchismi infruttuosi, siamo sicuri che tutta la manovra del Milan ne trarrebbe beneficio.
Ha ragione mister Gattuso quando dice che la squadra è giovane e certe legnate possono servire per crescere, l’importante è mettere a frutto certe lezioni e imparare da chi è più bravo.

per Milannews.it

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