L'anticipo di Galli - Fiducia in Ramos, l’attaccante maratoneta (che segna in Nazionale)
Filippo Galli
“Considerato tra i più promettenti attaccanti al mondo, inizialmente era impiegato come trequartista per poi avanzare, negli anni, la propria posizione, arrivando a giocare come centravanti. Giocatore dinamico, è un buon colpitore di testa ed abile negli inserimenti…”. È, qualcuno lo avrà intuito, un estratto della voce di Wikipedia su Gonçalo Ramos, il numero nove del Milan di Ruben Amorim, arrivato nell’estate del 2026 per mettere fine a una carestia che dura dai tempi di Giroud.
Lo stesso ci dicono diverse piattaforme professionali dedicate al calcio che raccolgono e processano dati relativi a squadre e giocatori. Andando a leggere, ad esempio, i dati di Kama.Sport relativi alle prestazioni in carriera di Ramos, emerge un profilo che definirei di attaccante associativo: un attaccante cioè che predilige la partecipazione al gioco prima ancora del gol, fermo restando che ogni attaccante abbia nella propria testa il pensiero di superare il portiere avversario.
Sin dagli anni della sua formazione, Ramos non era considerato solo il terminale della fase offensiva, ma un giocatore instancabile, dedito anche alla fase difensiva. Detto questo, nel 2021, a diciannove anni, al suo esordio con la prima squadra del Benfica, segna una doppietta. Convocato, l’anno successivo, ai Mondiali in Qatar e chiamato a sostituire Cristiano Ronaldo negli ottavi di finale, schianta la Svizzera con una tripletta da antologia. Tale prodezza spinge il PSG a sborsare una fortuna per portarlo all’ombra della Torre Eiffel. Con i parigini Ramos ha vissuto stagioni in chiaroscuro e, pur partecipando attivamente alla conquista di titoli nazionali e di due Champions League (contro Inter e Arsenal), diventa una sorta di sostituto di lusso, in un attacco micidiale - molto guardioliano - composto da tre giocatori tecnici, veloci, quasi intercambiabili. D’altra parte, dal punto di vista del volume di gioco Ramos si è sempre dimostrato un giocatore d'area estremamente attivo, capace di produrre una media di 3,54 tiri ogni novanta minuti, un dato che sovrastava nettamente la media (2,64) dei migliori interpreti del ruolo, mentre un altro elemento di eccellenza nel repertorio del portoghese era la sua efficacia nel gioco aereo, con numeri superiori ai benchmark di riferimento.
E veniamo al Milan, dove è arrivato nell’estate del 2026 dietro il notevole esborso di circa 70 milioni di euro, quasi una prova di forza di Gerry Cardinale. Qui da noi Ramos si è fatto immediatamente volere bene: le sue sgroppate di circa 11 chilometri a partita - spesso il primo dei suoi per distanza percorsa - ne testimoniano la dedizione alla causa e sono diventate quasi un tormentone: “Ma non potrebbe stare più tempo in area?”. La verità è che il nostro attaccante partecipa alla manovra con intelligenza e pulizia tecnica fuori dal comune, e talvolta arriva fino alla nostra area per aiutare a sbrogliare le matasse più complicate. Il prezzo di tutto questo, però, è uno score offensivo inferiore alle aspettative: un solo gol in cinque partite di campionato, ma soprattutto pochi tiri: segno che non è la mira che manca (qualche volta sì), ma sono le occasioni.
E qui sta l’attuale problema suo e del Milan. La squadra di Amorim non è ancora riuscita a essere dominante come nelle aspettative del tecnico. E agli occhi degli addetti ai lavori e dei tifosi, Ramos finisce per apparire come un giocatore più di quantità che di qualità, con il suo chilometraggio da mediano, come abbiamo detto. E questo è un dato che potrà diminuire, ma fino a un certo punto, perché Gonçalo, in ogni precedente contesto, ha sempre mostrato una propensione alla pressione alta sui difensori avversari che, non dimentichiamolo, è elemento chiave della richiesta di Amorim in fase di non possesso.
Ma Gonçalo può e sa fare altro. Lo abbiamo visto nelle recenti prestazioni con la nazionale portoghese, in Nations League: contro Norvegia e Danimarca il numero nove ha segnato due goal e fornito un assist. In queste gare, evidentemente, è stato maggiormente coinvolto in funzione dell’attacco alla porta avversaria, esaltando così le sue doti di finalizzatore: nel goal del vantaggio 1-2 contro la Danimarca, dopo uno scambio di tacco con Fernandes riceve palla in profondità e, dopo averla controllata, davanti al portiere avversario la calcia con la punta del piede (un gesto tecnico da futsal) evitando così il rientro del difensore e anticipando la presa di posizione del portiere. Un goal che a mio parere avrebbe dovuto avere un’eco maggiore per il repertorio tecnico mostrato. Contro la Norvegia, invece, abbiamo visto “entrambi” i Gonçalo Ramos: quello che disturba il palleggio avversario fino a intercettare il passaggio, e quello che segna con un dolcissimo pallonetto, sul quale il portiere può solo guardare.
Quando vedremo il Gonçalo goleador anche nel Milan? Come detto, molto dipenderà da quanto la squadra riuscirà a produrre con continuità un gioco offensivo che consenta a Ramos non solo di connettere il gioco tra centrocampisti e attaccanti ma di aver maggior presenza e maggior lucidità negli ultimi sedici metri. A questo proposito non credo che la sua efficacia possa aumentare se, come proposto da più parti, l’azione offensiva rossonera si sviluppasse con una maggiore propensione alla ricerca del fondo del campo per crossare (facendo cioè giocare gli esterni sul loro piede forte), che in teoria premierebbe le doti nel gioco aereo del portoghese. La squadra può giocare anche per vie interne perché Gonçalo sa muoversi ed essere preciso tecnicamente anche nel traffico, come dimostrato nello scambio con Rabiot che ha mandato il francese al tiro per il 3-0 contro il Lecce. La soluzione, ripeto, sta nella continuità della proposta offensiva, nel riuscire a presidiare la metà campo avversaria, e nel coinvolgere Ramos il più possibile nell’ultimo terzo di campo offensivo. Un lavoro di squadra che deve comportare una maggior capacità di difendere in modo preventivo quando cioè la palla è in nostro possesso.
Insomma, non sono preoccupato. Le doti tecniche e caratteriali ci sono. E, aggiungo, il ragazzo mi sembra solido ed equilibrato psicologicamente e non credo che andrebbe facilmente in crisi, specie dopo le ottime prove in Nazionale che hanno comunque rafforzato la sua autostima. Come ho già detto nel precedente editoriale, credo fortemente in Amorim e nel suo lavoro e mi auguro che presto Gonçalo Ramos possa regalarci e regalarsi tanti goal!


