Dai sorrisi di Cutrone alle delusioni di una coppia da oltre sessanta milioni: il Milan, un obiettivo obbligato ed un destino da scrivere
Matteo Calcagni
Ad un mese scarso dal termine della stagione, a scanso di riscosse od exploit (che nel calcio possono sempre accadere), si può affermare, con una certa mestizia, che in questa stagione l'unico centravanti rossonero a "salvarsi" sia stato Patrick Cutrone. Il classe '98, primo marcatore rossonero, ha fatto fin troppo rispetto alle aspettative iniziali, segnando quindici gol e decidendo partite importanti, sia in campionato che in Coppa Italia. Non è un caso che il Milan non vinca dal 18 marzo, contro il Chievo a San Siro, ovvero quando il numero 63 ha segnato la sua ultima rete.
UNA COPPIA CHE NON FUNZIONA - Non possono bastare i due gol (seppur decisivi) di André Silva con Genoa e Chievo, oltre agli otto segnati tra i preliminari e il girone di Europa League. Non possono assolutamente bastare le cinque marcature di Nikola Kalinic, giocatore acquistato proprio per garantire esperienza e gol al reparto. Il croato è riuscito a segnare solo contro Udinese, Chievo, Benevento e Sassuolo. E' facile parlare a posteriori, ma in pochi, anche i più pessimisti, si sarebbero immaginati uno score talmente negativo dai due nuovi acquisti per l'attacco, ingaggiati per oltre sessanta milioni di euro. Il dirigenti rossoneri, se avessero saputo di poter contare su questo Cutrone, avrebbero senza dubbio investito quei soldi altrove, ma parlare col senno di poi è semplice ed alquanto inopportuno.
COSA FARE ADESSO - La speranza, sia societaria che di ambiente, è che il binomio portoghese-croato riesca a riscattarsi in questo ultimo mese di stagione, regalando qualche gol importante alla causa, sia in ottica Europa League sia in finale di Coppa Italia. Queste reti aiuterebbero il Milan a raggiungere i suoi obiettivi e, in estate, potrebbero elevare il valore di questi calciatori. La sensazione, piuttosto diffusa e comprensibile, è che il club rossonero provi a tesserare un grande attaccante nei mesi che verranno, andando a colmare l'enorme falla emersa in questo 2017/18, ma per farlo bisognerà cedere almeno uno dei sopracitati, se non entrambi. Piuttosto segnato il destino di Kalinic, ancora da scrivere quello di André Silva, la cui giovane età potrebbe garantirgli una nuova occasione, anche per evitare di svenderlo, a meno che il suo Mondiale non si tramuti in un'escalation. E in quel caso tutto cambierebbe con ipotesi imprevedibili: il Milan potrebbe sia monetizzare che confermare il giocatore, confidando nel riscatto anche in Serie A.


