Il risveglio di Zapata. Ora il colombiano punta al rinnovo e alla permanenza
Pietro Mazzara
Alzi la mano chi non ha sperato nel recupero di Alessio Romagnoli per la gara contro il Napoli di ieri sera. Probabilmente in platea ci sarebbe un plebiscito, soprattutto perché Cristian Zapata, prima alternativa ai due centrali titolari, ha spesso regalato più di un brivido ai tifosi rossoneri e il solo pensiero che il colombiano potesse prendere un Higuain affamato di gol metteva certamente ansia. Eppure ieri, al San Paolo, Zapata ha messo in scena una delle sue partite più belle da quando è al Milan, forse la più bella in assoluto. Una prova di assoluta sostanza che ha permesso ai rossoneri di tenere botta e di bagnare le polveri al Pipita, rimasto di nuovo a secco anche grazie ad un intervento decisivo del 17 milanista, che gli ha deviato un tiro che, probabilmente, sarebbe finito alle spalle di Donnarumma.
RIVINCITA - Eppure già nella partita contro il Palermo si erano visti segnali incoraggianti da parte di Zapata, che aveva messo in scena una grande prova al posto di Alex che, una volta tornato titolare, lo aveva costretto a risedersi in panchina. La febbre di Romagnoli, però, ha concesso a Zapata un nuovo gettone da potersi giocare sulla ruota rossonera e non temiamo smentite nel dire che al San Paolo è stato il migliore in campo insieme ad Abate. Una bella rivincita per lui che nel post gara ha dichiarato: “Quando sono concentrato non ce n’è per nessuno”.
RINNOVO – Il suo contratto con il Milan andrà a scadenza a giugno, così come quello di Alex, ma se le prestazioni dovessero essere queste, allora un nuovo accordo potrebbe anche essere trovato sia con lui sia con il brasiliano. Una coppia atipica, di “precari” vista la loro situazione contrattuale, ma che stanno dimostrando che dentro ad una squadra collaudata e che, finalmente, ha un’identità, possono fare bene senza dimenticarci i loro gol (2 Alex, 1 Zapata) che sono risultati decisivi nelle occasioni nelle quali sono stati realizzati.


