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Girone di ritorno, è un Milan da Champions League. Tutti i numeri della risalita. La squadra convince e si riprende il suo pubblico. Ibra-Milan: c'è solo una possibilità

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 29 febbraio 2016, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
29.02.2016 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Il Milan di Mihajlovic va. Con la vittoria di sabato sera contro il Torino, la squadra del tecnico serbo ha raggiunto l’ottavo risultato utile consecutivo nel girone di ritorno, con 18 punti conquistati in otto giornate, il che vuol dire più di due punti di media a partita. Il tecnico serbo, con grande pazienza e ardore, è riuscito a modellare la squadra attorno al 4-4-2 e questo sistema di gioco ha dato grandi certezze alla sua squadra, in grado – oggi – di portare a casa una vittoria anche al termine di una prestazione non brillantissima come quella di sabato, ma estremamente concreta. I dati di questo girone di ritorno ci dicono tante cose, soprattutto che il Milan, rispetto a un girone fa, ha otto punti in più, è imbattuto, ha vinto gli scontri diretti contro Fiorentina e Inter ed ha pareggiato a Napoli, squadre con le quali, nel primo confronto stagionale, erano arrivate solo amare delusioni. Oggi, invece, i rossoneri sono una squadra tosta, in grado di poter reggere fisicamente (complimenti a Bovenzi e ai suoi collaboratori) e mentalmente i ritmi infernali imposti dalla squadra di Sarri e di strappare un punto d’oro al San Paolo.

È stata anche invertita la tendenza per quel che riguarda i gol fatti e quelli subiti. All’andata, all’ottava giornata di campionato, il Milan aveva incassato 14 gol (media di 1,75 reti a partita) a fronte dei soli 9 gol realizzati (1,12 a partita). Nel girone di ritorno, invece, le cose sono decisamente cambiate. Sono 15 le reti realizzate dai rossoneri contro le sole 5 prese. Numeri che non lasciano spazio a troppe critiche, ma solo ad analisi oggettive che portano il Milan ad avere un rendimento da Champions League. Sono aumentati anche i gol da calcio piazzato, saliti a quota 7, che rendono i rossoneri la miglior squadra del campionato in questa speciale graduatoria. Mihajlovic ha dovuto mandare giù bocconi amari, ha dovuto reggere la pressione delle punzecchiature presidenziali, ma piano piano si è preso il Milan e nessuno, in quel di Milanello, si può dire contro il serbo. La squadra è con lui e anche i tifosi hanno manifestato pubblicamente la loro vicinanza all’allenatore che non si è mai nascosto dietro ad un dito nei momenti di difficoltà e non si è mai esaltato quando le cose sono iniziate ad andare come voleva.

In tanti sognano il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan nella prossima estate e il fatto che Ibra non rinnoverà il suo contratto con il PSG legittima molti a farlo. Lo svedese ha il Milan nel cuore, ma è altrettanto vero che è un professionista e al termine della stagione si guarderà attorno per ascoltare tutte le offerte che gli verranno presentate. Di certo non andrà in Cina, lo attraggono gli USA, ma vuole giocare ancora due anni ad alti livelli o comunque in un campionato competitivo. Nella sua straordinaria carriera gli mancano due campionati nei quali non ha giocato: la Premier League e la Bundesliga, ma anche un terzo ritorno in Serie A non gli dispiacerebbe. Il Milan, come detto, è nel suo cuore e ne parla sempre bene. L’unica cosa certa, o quasi, è che se ci dovessero essere due offerte di pari entità, lui – a parità di condizioni – sceglierebbe il Milan. Il suo ritorno rimane molto difficile, ma non impossibile.

per Milannews.it

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