Mihajlovic è già nella storia del Milan
Antonio Vitiello
Sono trascorsi tredici lunghi anni dall'ultima finale di Coppa Italia. Un tempo c'erano Sheva, Inzaghi, Rui Costa, Pirlo e Maldini a guidare i rossoneri, ora invece una squadra più modesta si appresta a giocare la finale di Roma dopo aver superato l'Alessandria nel doppio confronto in semifinale. Tredici anni fa il Milan alzò la Coppa al cielo e arrivò alla finale da favorita, questa volta dovrà giocare una gara perfetta per regalarsi un trofeo, perché contro questa Juve (si attende stasera il verdetto ma parte dal 3-0 dell'andata sull’Inter) sarà complicatissimo. La bacheca del club è vuota ormai da cinque anni, l'ultimo successo risale alla Supercoppa italiana a Pechino contro i nerazzurri, poi solo delusioni e caos societario.
Il Milan ha la possibilità di conquistare una coppa, opportunità che ad inizio stagione era poco preventivata, poi il calendario favorevole ha spianato la strada verso il match secco dell'Olimpico. A Milanello c’è tanta voglia di alzare un trofeo, per molti è un’occasione più unica che rara, non capita spesso di vincere ed entrare nella storia. Vale lo stesso per Mihajlovic, per lui sarebbe la prima affermazione da allenatore. Ma in un modo o nell’altro Sinisa è già entrato nella storia di questa squadra. Arrivare a giocare una finale è sempre speciale. Il Milan ha abituato nel corso degli anni ad inanellare finali di Champions, ma i tempi sono cambiati. Ora bisogna sapersi accontentare ed essere felici per una finale di Coppa Italia, trofeo quasi sempre snobbato quando le cose andavano bene e si lottava ciclicamente per la doppietta Champions-scudetto.
Ma dopo anni di digiuno è giusto riabituare i tifosi al clima delle finali, è fondamentale iniziare a ricostruire grazie alle vittorie. Solo così si può ricominciare, senza dimenticare come si fa a vincere. Ecco perché il Milan ha una grandissima possibilità il 21 maggio prossimo. Mihajlovic strappando il pass per Roma è entrato nella storia del club, indipendentemente da come finirà la partita. Ha riportato il Milan a giocarsi qualcosa di concreto dopo 5 anni dall’ultimo trofeo vinto, questo rappresenta già un passo avanti.
Poi c’è ancora il sogno terzo posto, con undici giornate a disposizione e solo 6 punti di distacco sarebbe da sciocchi non provarci. Insomma Sinisa ad inizio marzo è perfettamente dentro gli obiettivi che gli aveva chiesto il club ad inizio anno. Si sta giocando campionato e Coppa, ma soprattutto una conferma per l’anno prossimo. Ancora tre mesi e sapremo, per ora il voto è positivo.


