Tutti i limiti della rosa del Milan
Antonio Vitiello
Se i titolari mancano per infortunio o squalifica, al Milan sono guai. Era già successo nel corso della stagione e si è verificato anche ieri contro il Sassuolo. Sono emersi tutti i limiti di una rosa che può contare su un gruppo di 12-13 giocatori, perché il resto evidentemente non ha le stesse qualità di chi dovrebbe giocare titolare. Il problema dei rincalzi alla lunga si paga perché l'allenatore è costretto a puntare sempre sugli stessi elementi.
INFORTUNI E SQUALIFICHE - Montolivo e Abate hanno saltato la sfida contro i neroverdi per infortunio e per squalifica, la loro assenza si è fatta sentire nell’arco della gara. In attacco Niang aveva dato segnali d’intesa con Bacca in questo girone di ritorno. Con la sua assenza sono sopraggiunti problemi anche nel reparto avanzato perché Balotelli è un fantasma, Menez è tornato da poco da un lungo infortunio e Adriano è ancora out. Il risultato è che i rossoneri hanno 5 attaccanti ma sostanzialmente solo uno veramente arruolabile.
CALO FISICO - Capita anche che nel corso della stagione se giocano sempre gli stessi uomini ad un certo punto viene a mancare brillantezza atletica, come è successo a Bonaventura oppure ad Honda. Ma chi può giocare al loro posto? Nessuno, perché la rosa del Milan non prevede sostituti di ruolo in queste due delicate posizione del 4-4-2. In attacco stesso discorso, così come a centrocampo e per i terzini.
TITOLARI - Il Milan ha un 11 ben preciso e se qualcuno viene a mancare ecco che riaffiorano paure ed insicurezze. A Sassuolo di titolari ne sono mancati tre contemporaneamente e la squadra è durata solo 20 minuti, poi si è sciolta, senza avere capacità di riorganizzarsi dopo la rete subita. Il Milan ha una squadra migliore dell’anno scorso nell’undici titolare, però appena qualcuno dà forfait o cala fisicamente, l’intera formazione ne risente perché i sostituti non sono all’altezza. Di questa problematica, la società che ha costruito la squadra, ha la sua dose di responsabilità.


