La frenesia del Milan, allenatore dopo allenatore: la frustrazione di una situazione paradossale
Matteo Calcagni
La serie di risultati utili delle ultime settimane, condita da vittorie importanti e una finale di Coppa Italia conquistata, sembrava aver allontanato (almeno temporaneamente) le voci sul possibile addio a fine stagione di Sinisa Mihajlovic. La sconfitta contro il Sassuolo ha ridestato la tempesta, con le ultime notizie che parlano di una pressoché sicura separazione al termine della stagione in corso. Alle radici di tutto ciò ci sarebbe il rapporto mai decollato con Berlusconi, tanto da portare l'ex tecnico blucerchiato a questa netta decisione.
LITANIA - Per l'ennesima volta negli ultimi anni, contraddistinti da fallimenti e delusioni imbarazzanti, il Milan si avvicina ad un altro ribaltone tecnico. Allegri, Seedorf, Inzaghi e ora Mihajlovic... Una rotazione continua che non sembra volersi arrestare, senza alcuna chanche di perseguire una certa continuità di progetto e conformazione tattica. Da questo Milan 2015/16 ci si aspettava probabilmente qualche punto in più, ma affermare che questa squadra possa competere con le prime tre, attrezzate per il massimo risultato, non fa altro che alimentare una pura utopia.
FRUSTRAZIONE - I giocatori, tra i quali i punti cardine dello spogliatoio, hanno espresso più volte la vicinanza all'allenatore serbo, auspicando una sua conferma a fine stagione per proseguire la strada intrapresa. La burrasca sembrava rientrata, ma è bastato un unico nuovo scivolone per rimettere tutto in discussione. Immaginiamo il prossimo Milan, guidato da un altro tecnico, anticipando le reazioni dell'ambiente alle prime sconfitte: pensate davvero possa cambiare qualcosa? Oltretutto, finché non verranno risolte alcune problematiche della rosa, qualsiasi guida tecnica andrà incontro agli stessi problemi, in un loop francamente insopportabile per chi segue con passione questa squadra.


