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La spaventosa ciclicità dei fallimenti

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
mercoledì 16 marzo 2016, 00:00Editoriale
autore Antonio Vitiello
16.03.2016 00:00Editoriale

La frase di Abate al termine di Chievo-Milan ci è rimasta impressa. “Ogni anno siamo qui a dire sempre le stesse cose”. Fermiamoci a riflettere. E’ la ciclicità dei fallimenti che spaventa, ogni anno a fine febbraio il Milan è già fuori dalla corsa per i primi posti della classifica, un’abitudine che sta portando anno dopo anno il Milan lontano dai palcoscenici importanti. Ogni anno si parla di squadra molle, di giocatori non adatti ad indossare questa maglia, si parla di caos societario e allenatori esonerati. Per tre anni di fila il Milan ha dovuto dire addio ai sogni di gloria di arrivare terzi (avessi detto primo), e accontentarsi di un misero sesto posto, brodino per non restare a stomaco vuoto pure questa volta e tentare di acciuffare l’Europa League per i capelli. Ogni anno ci troviamo qui a scrivere delle stesse difficoltà, dei possibili stravolgimenti, per poi ricominciare nella stagione successiva, come se fosse ormai un’abitudine. Il punto è che non sembra esserci una fine.

Dovrebbe essere mortificante per il Milan cadere così in basso, in primis per i giocatori che fanno figuracce in campo e devono subire le critiche da stampa e tifoseria. Servirebbe una reazione d’orgoglio generale, a partire dal Presidente, passando per la dirigenza e allenatore, ma soprattutto di chi gioca la domenica. Il Milan non può raccogliere un punto tra Sassuolo e Verona, anche se la squadra non è di primissima scelta, ma c’è sempre una maglia prestigiosa da difendere.

Hanno ragione Abbiati e Abate, non si può staccare la spina a dieci gare dalla fine, accontentarsi di un sesto posto e di pensare alla finale di Coppa Italia, anche perché di questo passo si rischia di perdere anche la sesta piazza, e in quel caso sarebbe un fallimento totale. Il monito dei senatori è rivolto a  tutti, non solo ai giovani, anzi. Pare che qualche “straniero” del gruppo rossonero non abbia ben capito l’importanza di giocare al Milan. Sono annate nerissime ma dovrebbe esserci sempre la voglia di lottare e rialzarsi dopo una caduta.

Siamo d’accordo con Albertini quando dice che "qualcuno non ha capito l'importanza della maglia del Milan”, poi è doveroso accodarsi anche al pensiero di Fabio Capello, uno che sa cosa vuol dire gestire un gruppo, sa cosa vuol dire essere milanista. “Ho ammirazione per Mihajlovic, ha fatto tanto con la squadra che ha a disposizione. E' la prima volta negli ultimi anni che il Milan effettua una campagna acquisti di un certo livello, ma per due anni non ha acquistato nessun giocatore da Milan, quindi c'è bisogno di tempo. Se ogni anno cambiano allenatore si riparte sempre da zero”. Insomma una dichiarazione che bisogna incorniciare e appendere sulle pareti di Arcore. Questa squadra va rinforzata, bisogna spendere per tornare ad essere competitivi se realmente si vuole riportare il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo.  

per Milannews.it

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