De Sciglio a MC: "Il nostro problema è l'atteggiamento. Voglio rimanere qua il più possibile. Infortuni e squalifiche? Non siano un alibi"
Thomas Rolfi
Mattia De Sciglio ha parlato ai microfoni di Milan Channel. Ecco le parole del terzino rossonero al canale tematico.
Sul bilancio delle prime 100 partite e sui propositi per le prossime: "Prima di tutto è stata una grandissima emozione raggiungere questo traguardo con la squadra del cuore. Sarebbe stato bello festeggiarle con un altro tipo di risultato e prestazione, ma la soddisfazione rimane, perchè a 23 anni non tutti i ragazzi possono dire di aver fatto 100 partite con la maglia del Milan. Mi auguro di poterne fare tante altre, il Milan è una società che mi ha dato tanto da quando sono piccolo e spero di continuare il più a lungo possibile con questa maglia".
Su cosa è successo nelle ultime partite: "Io penso che una squadra debba sopperire alle assenze senza troppi problemi, perchè siamo tutti giocatori in grado di poter sostituire eventuali infortunati o squalificati nel migliore dei modi. Il nostro problema principale quest'anno è stato l'atteggiamento. Entrare come è successo nelle ultime due partite magari non subito con l'atteggiamento giusto, oppure magari partire bene e poi avere un calo di attenzione nel corso dei 90 minuti. Stiamo cercando di migliorarlo con il massimo lavoro perchè dobbiamo continuare a puntare all'Europa e per far vedere ai nostri tifosi che diamo il massimo e stiamo cercando di fare tutto il possibile per questa maglia".
Sulla parole di Abbiati e Abate e se si immagina al loro posto tra una decina di anni: "Mi piacerebbe, mi auguro di restare così a lungo come Christian e Ignazio che hanno vinto dei trofei anche in Europa con questa maglia".
Sulla situazione in casa Lazio: "Immagino un avversario voglioso di rivalsa, il calcio è bello per questo perchè ti dà la possibilità di rifarti dopo pochi giorni. Mi aspetto una Lazio carica e vogliosa di fare una grandissima prestazione e vogliosa di rifarsi dall'eliminazione dall'Europa League. Contro di noi, poi, tutti vogliono fare la partita della vita".


