ESCLUSIVA MN - Incocciati: "La squadra è con Mihajlovic? Lo dimostri sul campo! Il gioco del Milan è lento e prevedibile”
Massimo Canta
La redazione di Milannews.it ha raggiunto un ex rossonero, ora allenatore e opinionista tv, Beppe Incocciati. Con lui abbiamo parlato del crollo delle italiane nelle Coppe europee, del difficile momento del Milan, di Mihajlovic, delle difficoltà del reparto offensivo, della finale di coppa Italia..
Nessuna squadra italiana sarà presente nei quarti delle Coppe. Un Europa che ha fatto ancora a meno del Milan. Cosa ne pensa di questa disfatta?
“Purtroppo bisogna fare i conti con la realtà. Il male abbraccia un po’ tutto il nostro calcio, perché credo che non basti più pensare di non prenderle, ma conti maggiormente fare gol all’avversario. Negli ultimi anni si è andati verso una direzione che non ha portato risultati. Occorrerebbe lasciare da parte il tatticismo esasperato e privilegiare la qualità, non dando troppa importanza alla fase di non possesso, come abbiamo constatato all’Allianz Arena, dove ancora una volta è prevalso il fattore tecnico. Il Milan in Europa è sempre stato protagonista. La finale di coppa Italia darà anche la possibilità ai rossoneri di rientrare nel giro delle competizioni europee. Sarà molto dura, ma contro la Juve può succedere di tutto”.
Un Milan che dopo la serie di risultati positivi ha avuto un calo di prestazioni, quale può essere stata la causa?
“La formazione di Mihajlovic deve rincorrere ora, anche se sembrava che dopo i nove risultati consecutivi, potesse, con due gare come Sassuolo e Chievo, agguantare l’Inter. Era il momento in cui si doveva dimostrare la continuità di risultati, attenzione negli allenamenti e nell’approccio. Penso che il ruolo dell’allenatore sia quello di tenere al massimo in forma i propri giocatori, soprattutto quelli che possono fare la differenza. Balotelli ad esempio, poteva essere decisivo in quelle situazioni, ma con lui siamo di nuovo da capo… Quando si ferma Bacca e quando manca una imprevedibilità di gioco, i rossoneri vanno in difficoltà”.
La squadra si dichiara dalla parte di Mihajlovic, ma tante volte i giocatori sembrano non assumere il carattere del tecnico perchè?
“Mi sembra che l’allenatore abbia dichiarato che più di tanto con questa rosa non possa fare… no? Se lui per primo non crede di poter arrivare a raggiungere facilmente l’Europa... Berlusconi d’altronde qualche tempo fa disse che il Milan aveva speso più di quanto avesse investito l’Atletico Madrid, che invece aveva ottenuto una finale di Champions. Chi decide di allenare il Milan deve sapere che deve produrre risultati e accettare a sottoporsi ad una critica esigente, ma che ci sta tutta. Siamo di fronte ad una Società sette volte Campione d’Europa. Quello che conta comunque è il campo e la squadra ha dimostrato di non avere un impianto affidabile. Il fatto che i giocatori dicano di stare con il Mister è relativo, dovrebbero dimostrarlo sul terreno di gioco, altrimenti, come si dice, si sa che le chiacchiere le porta via il vento. Nel Milan di qualche anno fa si parlava poco, contavano i fatti”.
Il rapporto tra Mihajlovic e Berlusconi è esaurito?
“Tutto può cambiare, ma mi sembra che tra Società ed allenatore non ci sia quell’affiatamento che ho riscontrato invece ai tempi di Capello,in cui ci fu reciproco rispetto e l’allenatore seppe accattivarsi tutta la credibilità da parte della dirigenza”.
Domani sera contro la Lazio potremmo rivedere la coppia Bacca-Luiz Adriano, la convince?
“Gli attaccanti sono i finalizzatori del gioco, ma devono essere messi in condizione di rendere al meglio con continui rifornimenti. Il Milan mi è sembrato, visto dal vivo a Frosinone, una squadra compassata, con tempi di gioco molto lenti. Sembra sempre che aspetti che qualcuno si inventi qualcosa da un momento all’altro. Il gioco di squadra è diverso… Questa formazione ha troppi giocatori prevedibili, anche se nelle ultime uscite Montolivo aveva tentato qualche verticalizzazione, ma in questo il Milan fa davvero fatica”.


