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Gazzetta - Kucka: “Grazie a Montella possiamo ripartire, dobbiamo tornare in Europa. Lo scorso anno non eravamo un vero gruppo”

autore
Enrico Ferrazzi
per Milannews.it
giovedì 4 agosto 2016, 12:01Primo Piano
autore Enrico Ferrazzi
04.08.2016 12:01Primo Piano
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Sbarcato la scorsa estate tra l’indifferenza generale, Juraj Kucka si è guadagnato l’affetto dei tifosi del Milan grazie alla sua grande grinta e voglia di lottare su ogni pallone. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il centrocampista slovacco ha parlato così del suo primo anno in rossonero: “So che da me la gente non si aspettava tanto e so che sognavano altri nomi. Ma ora sono contento perché ho dimostrato di essere all’altezza del Milan. Questo club era ed è l’occasione della mia vita, credo di viverla bene. Inter? Un’esperienza nemmeno iniziata, ma non ho rimpianti, né senso di rivincita. Non mi hanno preso perché ero inguardabile, non c’ero con la testa. Non so, forse inconsciamente mi ero seduto”.

LEADER E DIVERTIMENTO - Kucka ha poi parlato del suo ruolo nel nuovo Milan di Vincenzo Montella: “Pazienza, forza e speranza: sono concetti perfetti per questo Milan. Occorre tornare ad aver fame di vincere e dimostrare che teniamo a questo club. Io leader? A Genova un pochino lo ero, ma non credo di essere un leader solitario, quello a cui va dietro un intero gruppo. Diciamo che posso essere un punto di riferimento, magari assieme ai compagni più anziani. Montella? Gli allenamenti sono divertenti ed è molto importante. Con lui sta andando tutto bene, ciò che fa ha un senso e spero riusciremo a mettere in pratica quanto ci chiede. Anche grazie a lui, questo può essere l’anno buono per ripartire. Intanto iniziamo a tornare subito in Europa, l’anno scorso abbiamo sbagliato troppo. La chiave secondo me sta nel costruire una squadra vera, tutti insieme. La scorsa stagione non è stato un vero gruppo, per come lo intendo io. Parlo del campo, ovviamente. C’erano troppe anime, in campo occorre pensare come una testa sola. Con Montella ci possiamo riuscire. Se assimiliamo bene questo concetto, si può fare una bella stagione. Vorrei centrare l’obiettivo europeo e vedere di nuovo San Siro pieno”.

MODO DI GIOCARE - Sul suo modo di giocare e sulla posizione in campo, l’ex Genoa ha invece dichiarato: “Mihajlovic mi ha definito un carro armato? Questo è il mio gioco, il mio modo di pormi in campo perché non tolgo mai la gamba. Essere definito un combattente mi piace. Fuori dal campo invece sono tranquillissimo. Non sono contento dei miei piedi perché mi manca l’ultimo passaggio, mi manca la tecnica. Gioco in un solo modo: butto davanti la palla e corro. Poi arrivo davanti alla porta e uso poco la testa, perché mi viene da spaccare il mondo. E allora carico troppo la gamba e tiro alto. Mi piacerebbe fare qualche gol in più, ma la mia natura essenzialmente è difendere".

per Milannews.it

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