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ESCLUSIVA MN - Prati: "Dispiace molto che Berlusconi abbia lasciato, ma tutto ha una fine. Speravo in una cordata italiana"

autore
Simone Nobilini
per Milannews.it
sabato 6 agosto 2016, 18:00ESCLUSIVE MN
autore Simone Nobilini
06.08.2016 18:00ESCLUSIVE MN

Quanto può essere difficile vedere una società capace di fare la storia del calcio negli ultimi 30 anni cambiare totalmente proprietà e simbolo a capo della stessa? Dopo la firma sul preliminare avvenuta ieri tra Han Li e Fininvest per la cessione del Milan, la redazione di MilanNews.it ha voluto contattare Pierino Prati, storico attaccante rossonero del Milan negli anni '60-'70, discutendo con l'ex centravanti sulla decisione del presidente Silvio Berlusconi di lasciare il club nelle mani degli investitori cinesi.

Come ha vissuto, da grande e storica bandiera del Milan, questo cambio di proprietà rossonero?

"Mi è dispiaciuto, perchè quando Berlusconi comprò la società per tantissimi anni l'ha portata ad essere un club di livello mondiale, capace di vincere frequentemente i titoli più grandi. Il fatto che ora lasci dà dispiacere, sperando che abbia preso questa decisione nel migliore dei modi e che gli acquirenti siano riusciti a convincerlo che faranno il possibile per riportare il Milan nelle giuste posizioni, non rivedendo più un Milan come quello degli ultimi anni".

Se fosse stato Lei in Berlusconi, avrebbe fatto la stessa scelta considerando l'attuale e limitata situazione del Milan?

"Credo che fosse un punto dove c'era qualcosa che non quadrava più, negli ultimi anni il Milan ha perso parecchio terreno e spazio riguardo a come avesse abituato i propri tifosi. E' chiaro che c'è anche una fine, dopo tantissimi anni può succedere che qualcuno non sia più in grado, non se la senta più o non riesca in un calcio che è cambiato moltissimo negli ultimi anni dove l'avvento di queste persone extra ha portato tante squadre mondiali ai primissimi livelli. Noi purtroppo non siamo entrati in questo progetto dove sicuramente ci vorrebbe un investimento notevolissimo per ripartire e fare una squadra di grande livello, visto che il tempo e l'età non consentono più a questa società che per anni ha dato grandissime soddisfazioni di tornare ad essere una società di altissimo livello. Spero il Milan sia andato nelle mani di persone che abbiano come primo obiettivo il riportare il Milan ai livelli che il Milan merita e che meritano i suoi tifosi: se Berlusconi ha fatto questo, spero e credo che abbia ottenuto le giuste garanzie".

Lei, personalmente, è fiducioso riguardo all'avvento di questi nuovi imprenditori e di queste nuove realtà o resta scettico riguardo ciò?

"Berlusconi ha sempre detto che a lui interessava vendere a chi avesse la voglia e le possibilità in breve tempo di poter portare il Milan ad essere una società di primo livello, e credo che avrà anche verificato a lungo visto il tempo impiegato per avere tutte le possibilità. L'obiettivo di Berlusconi era essere sicuro, ora staremo a vedere: c'è tristezza perchè sicuramente si chiude un'era dove veramente era bellissimo star dentro, a parte gli ultimi anni. Ora questi passaggi possono creare situazioni davvero difficili a livello di investimenti perchè le squadre, le società che sono "scappate" in avanti ormai sono ad un livello altissimi, e bisogna essere bravi a ricostruire in poco tempo e arrivare a gareggiare con questi club, capaci di muoversi subito con i primi soldi arrivati e ad andare a prendere i migliori giocatori in assoluto. Dobbiamo cercare con la possibilità economica di inseguire quella strada, di investire, di ripartire in un'altra maniera e speriamo che Berlusconi abbia visto bene, puntando su gente che voglia investire da subito su questo mercato perchè il divario tra Milan e le altre società di primo livello si è sempre più allargato. Speravo che il Milan riuscisse a finire nelle mani di una cordata italiana, questo non è stato possibile ed è un dispiacere, ma i milanisti sperano comunque anche che chi è arrivato in società sia gente perbene che agisca nella maniera giusta e rimodelli una società che aveva raggiunto il massimo per tanti anni: ora bisogna ripartire dalla base, questo è il dubbio ma anche la voglia che hanno i tifosi milanisti che questa situazione si risolva e che il club intraprenda la strada che il Berlusconi ha voluto e gli ha indicato".

Per quanto riguarda Galliani, infine: alcuni si chiedono se sia giusto ripartire subito senza la sua esperienza all'interno della dirigenza del Milan o meno, di fronte ad una nuova proprietà che non ha avuto a che fare con il mondo del calcio. Qual è la sua idea a riguardo?

"Io sarei d'accordo di fare affidamento ancora su Galliani per quanto riguarda il mercato: ha grandissima esperienza, ha dimostrato che in tutti questi anni, quandi c'era la possibilità economica, ha acquistato giocatori di grandissimo livello ed è stato bravissimo. Se andiamo a vedere tutti gli acquisti che ha fatto nell'era Berlusconi, ha portato in rossonero buonissimi giocatori diventati fenomeni a livello mondiale e Palloni d'Oro, come Weah, Shevchenko e Kakà. Nel mercato, quando ha  avuto la possibilità economica, è stato uno dei primi, se non il primo dirigente sul campo".

per Milannews.it

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